Paolo Crepet

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La gioia di educare

La gioia di educare
Acquista il libro onlineEinaudi, 2008

Non siamo capaci di ascoltarli. Voi, noi. I figli non crescono più.

«Educare vuol dire tirare fuori da ognuno il talento che ha».

Mai come oggi una generazione di giovani vive altrettanto benessere e disarmante vulnerabilità. Ragazze e ragazzi cresciuti senza conoscere il senso della frustrazione e del dolore, che tentano di sopravvivere aggrappati a un presente imbalsamato di privilegi, terrorizzati da un futuro insicuro. Identità fragili alle prese con famiglie fragili. Genitori eternamente indecisi tra il ruolo di amici o complici, fra severità e buonismo, controllo e fiducia. Mai come oggi i giovani devono affrontare una società incapace di prestar loro l'attenzione e il rispetto, i piccoli segni di affetto e i grandi ideali di cui hanno bisogno.
Da anni Paolo Crepet viaggia lungo l'Italia incontrando genitori, studenti, insegnanti, educatori, per comprendere i motivi di questa crisi silenziosa che attraversa la scuola e la famiglia. Dal suo lavoro di ascolto sono nate le riflessioni contenute in Non siamo capaci di ascoltarli, Voi, noi e I figli non crescono piú, qui riuniti in un unico volume come capitoli di una stessa opera che parla di una sola, grande e dimenticata questione: l'emergenza educativa. Perché, come sostiene Crepet, il rischio piú grande è «che i nostri ragazzi siano costretti - come i trapezisti di un circo - ad attraversare la vita in equilibrio su una corda sospesa nel vuoto. Mentre gli adulti non sembrano piú in grado di alzare il loro sguardo al cielo».
▾ Commenti (34)
Postato da Simona?, 37 anni

Bellissimo... Molto interessante, ricco, non leggevo un libro con tanta "voglia" da tempo. Spero di riuscire a trasmettere al piccolo Marco voglia di vivere forza di e in se nel suo essere Marco. Bello, davvero bello. Lo consiglierei ... Se soltanto incontrassi qualche mamma che ogni tanto si mette in discussione....

Postato da Melissa, 39 anni

Finalmente ho trovato conferma alle idee che mi girano x la mente da quando sono diventata mamma di due splendidi bambini. Nel nostro piccolo, mio marito ed io, coadiuvati dai nonni, cerchiamo di far vivere ai nostri bimbi una vita riccha di esperienze perche crediamo nel loro potenziale. Vogliamo che i nostri bimbi seguano le loro inclinazioni e che non si omologhino alla massa. Condividiamo appieno il sogno di Crepet di una scuola che offra ai bambini mille opportunità, una scuola che li renda autonomi o più semplicemete felici. Grazie x questo splendido viaggio nell'universo dell'educazione. Non posso fare a meno di leggerlo un'altra volta.

Postato da paola, 29 anni

ai miei genitori non e'mai interessato di educarmi, anzi. direi al contrario con tendenza al totale disinteresse. per fortuna moralmente ho i miei valori ma mi hanno distrutto. un consigluo. guardate altrove dove vedete del torbido e della superficialita' .allontanatevi, allontanatevi appena possibile.

Postato da Domy, 22 anni

Il libro è davvero interessante e offre numerosi spunti di riflessione. Sarebbe utile alla società che tutti i genitori potessero leggerlo. Io, come educatrce domiciliare, ne ho tratto numerosi consigli.

Postato da alessandra, 49 anni

Letto e assaporato in ogni parola come si fa con un buon cibo; ogni pagina mi è servita per capire tutte le cose positive che ho fatto per crescere una figlia e tutti i i limiti di una madre che sono venuti fuori adesso e che hanno messo in discussione il mio modo di affrontare la vita che cambia in una ragazza di 16 anni. Grazie

Postato da Elisabetta, 40 anni

Salve, ho letto il libro tutto d'un fiato e ho stampato la lettera ad un ragazzo ad una ragazza e l'ho regalata alle mie amiche con figli per poter condividere con loro le mie emozioni. Bisogna imparare a parlare al livello del cuore, siamo così ciechi e sordi nelle nostre emozioni. Grazie a questo libro, facile e scorrevole, ho riacquistato fiducia e speranza che le cose possono cambiare. Grazie

Postato da luca, 47 anni

ho letto e riletto il libro e mi rendo conto quanto dovrebbe essere una gioia e non un dovere educare!!

Postato da rosanna motter, 5o anni

dovremo avere meno gente ke legge Modignani e più gente ke legge Crepet....non esiste cultura dell'infanzia tra i genitori purtroppo!

Postato da MINA, 39 anni

STO ANCORA LEGGENDO IL LIBRO. NE SONO RIMASTA ESTUSIASTA E ATTERITTA ALLO STESSO TEMPO PER TUTTO QUELLO CHE C'E' LA FUORI. MI PIACERREBBE ESSERE COME QUELLA MAMMA CHE VA DAVANTI A SUA FIGLIA SULLA BICICLETTA MA IL MIO ISTINTO MI PORTA A AD ADARGLI DIETRO E VEDERE CHE FA. NON MI SENTO ANCORA PRONTA A LASCIALI ANDARE NON GLI PIERMETTO DI ANDARE A SCUOLA A PIEDI I MIEI FIGLI SONO ANCORA PICCOLI.

Postato da dor, 35 anni

mi mancano poche pagine al termine del libro ma un giudizio ben preciso ha già preso forma: sono entusiasta di come è affrontato ciascun argomento. Sono una madre e leggere questo libro mi ha aiutato a mettermi in discussione, a capire vizi e difetti dei metodi da me utilizzati nel crescere mia figlia. Mi ha aiutato a capire il confine che limita severità e comprensione, ma in alcuni punti mi ha dato quelle certezze che cercavo disperatamente e che questa società il modo di vivere attuale non riusciva a darmi. Una cosa volevo inoltre dire: questo libro mi ha anche aiutato a capire me stessa, ad analizzare me stessa da bambina e quanto le esperienze vissute abbiano determinato la formazione del mio modo di essere ora che sono adulta. Un sincero grazie al dott. Crepet.

Postato da claudia, 45 anni

l'ho letto tutto d'un fiato, poi l'ho riletto a distanza di tempo e mi ha aiutato moltissimo a chiarirmi le idee. E' scritto in modo chiaro e semplice in modo che tuti possiamo capire. senza paroloni. ovvietà e teorie utopiche. grazie

Postato da Manuela, 43 anni

Bello, bellissimo. Consiglio caldamente tutti i genitori a leggerlo e a rileggerlo perchè non possiamo sbagliare nell'educare i nostri figli o per lo meno ci dobbiamo provare. Firmato una mamma preoccupata ma tanto innamorata.

Postato da FRANCESCA, 34 anni

Ho letto e riletto il libro, storie vere di realtà quotidiane che ci riguardano a tutti. Impossibile rimanere indifferenti, ci aiuta a riflettere e capire. Molto interessanti anche i commenti che sono stati inseriti, i più bello e intelligente quello della diciassettenne, trovo invece banali quelli che gratuitamente vogliono disacrare a prescindere, sarei curiosa di conoscere il loro bagaglio culturale, professionale ed esperenziale. GRAZIE PAOLO

Postato da marina, 46 anni

non ho ancora letto il libro ma ho ascoltato una tua intervista televisiva... una sesazione bellissima... una testimonianza che esiste ancora qualcuno che sa cosa è la vita di come è preziosa, essere se stessi anche con il pizzico di "anormalità" esprimersi, respirare, assaporare, cuore, sentimenti, rispetto, e non sterile omologazione che fa spendere non fa pensare anche se si continua a respirare! p.s. non vedo l'ora di leggerlo!

Postato da Barbara?, 31 anni

Sono una futura mamma. Appena ho visto il suo libro, non ho esitato e l'ho comprato. Sono soddisfatta. Mi trasmette le stesse emozioni che provo nel vedere gli adolescenti di oggi, (ahimè!) le generazioni di domani?! Mi ritrovo su molti argomenti, ancora sono solo a metà lettura... e quasi al termine della mia gravidanza... e sono seriamente preoccupata di come gestire l'educazione di mia figlia, primogenita. Ho 31 anni, avrei preferito godermela prima, ma la società di oggi non ti permette di arrivare a tanto: prima si resta "arenati" in famiglia (anche se a 20 anni ho mollato tutti e tutto e sono partita per lavorare in Inghilterra; da sola e senza una sterlina) perchè non si hanno tanti soldi per andare a vivere da soli, poi ti ritrovi che devi cambiare lavoro per crescere professionalmente e crearti una certa stabilità (se così la si può chiamare!), situazioni sentimentali scombinate, problemi in genere che partecipano alla quotidianità della vita di tutti noi, poi - forse - il livello professionale che volevi arriva, ma a trent'anni! Oops... e nel frattempo ti vedi davanti il tempo che trascorre veloce... poi ti sposi o convivi (come vuoi!), provi a fare un figlio. E dopo? Eh, si ricomincia e la ruota gira, sperando tutto il meglio per tuo/a figlio/a, sperando di crescerlo in serenità e di educarlo/istruirlo con attenzione affinchè resti una persona "sana", che sarebbe già molto... Questo libro per me rappresenta un punto di incontro: fra società e figli moderni, fra genitori e figli, fra scuola e ragazzi (nota dolente). Lasciamo troppo al caso, i figli di oggi andrebbero seguiti ed ASCOLTATI di più, soprattutto QUANDO STANNO IN SILENZIO. Mi piacerebbe tanto incontrarla, ascoltarla, raggiungere la sua mente e clonarla per rendere omaggio a qualcuno che non ha ricevuto lo stesso dono dell'intelligenza e della sua saggezza. Tanta è la stima che ho per persone come lei. Complimenti.

Postato da Marina, 36 anni

mi sono fermata a riflettere spesso lungo la lettura è stato un cammino interessante ed utile. mille grazie

Postato da novella, 40 anni

interessante, mi ha dato tanti "spunti" di riflessione. ho un bambino di 9 anni fase di pre-pre-adolescenza. grazie

Postato da Maurizio, 46 anni

Ho due figli.....se con mia moglie avevamo qualche giustificata perplessità sulla "giusta via" educativa, adesso ci sentiamo più forti che mai. Da leggere e rileggere per TUTTI.

Postato da alessandra schiavon, 13 anni

je t' adore je t'aime io ti adoro io ti amo

Postato da Daniela Xodo, 44 anni

Sto ultimando la lettura dell'opera omnia sull'educazione. Premesso che ognuno è libero di esprimere la propria opinione su qualsivoglia tema, credo che i giudizi di valore sul ruolo educativo degli insegnanti dovrebbero essere argomento di autovalutazione da parte della categoria stessa. Chi si pronuncia sull'insegnamento senza aver rivestito il ruolo di insegnante, segna un po' la distanza che intercorre tra un papa e i preti di strada. L'incontro una tantum con le assemblee o la valutazione clinica del caso non hanno la stessa valenza che offre il quotidiano confronto con un materiale umano sempre più scadente, e non certo per colpa della scuola... Qui non ci sono i gabbiani ne' il sole delle eolie, semmai la nebbia e le gazze (fa lo stesso?), ma di insegnanti disposti ad imparare anche le tecniche di immobilizzazione psichiatrica per affrontare i casi rimossi dai servizi territoriali latitanti ce ne sono. Non so se passatelli e borotalco potranno sostituire alcol e droghe nel far affrontare meglio le verità che gli adulti omettono, ma credo che i genitori debbano imparare a credere di più in chi condivide con loro la responsabilità dell'educazione, in prima linea sul campo tutti i giorni ...

Postato da Daniela, 44 anni

Sono insegnante, vale a dire una manovale dell'educazione. Non toccherebbe forse a noi parlare dei tempi scuola? Il tempo pieno è incompatibile con " l'educare a perdere tempo" (pag.20).

Postato da antonella, 50 anni

Entusiasmasmante e coinvolgente questo libro! Raccoglie il meglio di Paolo Crepet. All'assemblea di prima elementare ne ho consigliato la lettura ai genitori degli alunni.

Postato da daniela, 42 anni

un libro da leggere ad ogni età, indipendentemente dal fatto di essere genitori o figli o single impenitenti. un libro che ti permette di confrontarti con una condizione imprescindibile,ovvero l'essere genitore e figlio per buona parte dell'esistenza. non ho trovato ricette nel leggerlo e ne sono ben lieta ma solo pensieri e riflessioni talvota tanto vicini da ritenerli assolutamente miei. ottimo investimento sentimentale.

Postato da Alessandro, 35 anni

Sento dire da molti che non è facile fare i genitori, che non sia nemmeno facile fare i figli, e che sia i genitori che i figli imparano continuamente l'uno dall'altro. Ritengo vere tali affermazioni ma mi sento di aggiungere che credo (ripeto, CREDO e quindi non è verità: è solo ciò che io CREDO) che l'unica cosa che veramente serva per TENTARE davvero di essere dei buoni genitori, sia provare l'amore verso i propri figli: Bisogna aver trovato dentro di sè tutto l'amore che si ha ed essere disposti a donarlo completamente ai propri figli. Credo che il resto venga da sè con l'evolversi della vita, con la maturazione del legame instaurato con i loro. Non esistono affermazioni giuste o sbagliate, ma solo affermazioni sulle quali si può essere d'accordo o no, ed io, leggendo questo libro e guardando alle nostre vite da adulti, mi chiedo quanti possano davvero dire di saper amare il prossimo? Quanti possono vivere una vita per i figli e per i loro (e i propri) sogni e non per il lavoro o per la società che ormai ci impone ritmi "anormali"? Io credo che ci sia una cosa che ogni genitore possa fare per il proprio figlio: prenderlo per mano per non farlo sentire solo e accompagnarlo nel suo mondo ma non per farglielo vedere con gli occhi del genitore, ma per aiutarlo a vederlo con i suoi; penso che sia un buon modo per permettere ad un figlio di avere la certezza che i suoi sogni e le sue speranze si possano in qualche modo realizzare; quando poi egli avrà capito ed intrapreso la sua strada, credo sia compito del genitore lasciargli la mano e lascarlo libero di far succedere tutto quello che il figlio sarà in grado di far succedere, permettendogli di sbagliare per imparare ma pronti ad aiutarlo a riprendere la strada che il figlio ritiene giusta. Mi piacerebbe anche che un giorno Gino 33 anni, spiegasse perchè il libro fa cagare: non per criticare, non per metterlo alla gogna o per dare un valore a questo libro (perchè le cose hanno il valore che ognuno gli da), ma solamente per permettere a gino 33 anni di formulare idee che magari possono risultare migliori, perchè ritengo che questo libro non vada preso come oro colato, ma letto con i propri occhi e ragionato con la propria testa, per riflettere su noi stessi e su ciò che siamo in grado di fare per i nostri figli.

Postato da fra, 17 anni

molto bello e interessante. sinceramente è il primo libro di questo autore che leggo e mi sono ritrovata molto in certi punti. nel libro citi sempre deelle scule o università in cui sei stato,serebbe bello incontrarti...grazie di tutto.

Postato da giovanna, 47 anni

Sono Giovanna e scrivo da Palermo.Ho 47 anni portati discretamente e mi piace seguire e scoprire il comportamento giovanile.Sono una mamma di due ragazzi:Katia di 19 anni e Fabrizio di 15.Riguardo al libro lo trovo stupendo e sono ormai alle ultime pagine.Mi ponevo giorni fa(e questa e' la mia domanda) se con i figli (a proposito di autorevolezza)sia consentito e lecito manifestargli carezze e coccole(visto che a me piacerebbe fare ad entrambi una carezza ciascuno ogni tanto)o mantenere una certa distanza?attendo una sua rsp e grazie.un caro saluto.

Postato da Maurizio, 43 anni

Ho letto, per il momento, alcune decine di pagine e l'impressione è positiva. Gli innumerevoli stimoli alla riflessione sono molto pertinenti per un padre di due figli, ma lo sarebbero anche per chiunque sia chiamato a condividere la propria vita con chi è più giovane. La pertinenza delle problematiche sociali ed educative che ci circondano è illuminante. Scrivo dal vicino Ticino dove la situazione scolastica e famigliare è dissimile da quelle della penisola italiana. Nonostante le dovute differenze consiglierei a chiunque abbia a cuore l'educazione e la crescita di bambini e ragazzi questa lettura.

Postato da Nadia, 26 anni

Uno spettacolo!

Postato da m, 45 anni

non ho ancora letto il libro ... ma mi fido a scatola chiusa ... ADESSO E' IL COMMENTO CHE HA LASCIATO QUEL "GINO 33 ANNI" CHE MI SCONVOLGE: UN POVERO COMMENTO LASCIATO DA UN DEGNO RAPPRESENTANTE DEL NOSTRO MISERO TEMPO E DELLA NOSTRA POVERA SCHIFOSA SOCIETA' Io ho solo tanta paura per i miei 2 bambini, per il loro futuro, ho davvero paura non hanno niente che li aspetti solo tantissime persone come quel "gino 33 anni

Postato da clelia, 58 anni

ho trovato il suo libro: Non siamo capaci di ascoltarli, un bel modo di parlare dei problemi dei ragazzi. ho appena iniziato il libro l'ho acqustato ieri, mi ha colpito il titolo, lavoro nel campo della tossicodipendenza e problemi correlati alla famiglia. mi sono rivista molto nel suo scrivere e parlare del rapporto che hanno i genitori con i propri figli, ho iniziato da tempo a scrivere un libro sull'argomento e sulle mie esperienze, mi piacerebbe poterne parlare con lei.

Postato da alessio, 13 anni

potrei sembrare un idiota agli occhi dei lettori adulti, un ragazzino..che non riuscirà mai a percepire il messaggio intenso di questo libro educativo..ebbene no..io sono molto diverso dall'età che ho, ed anche se amola competizione ora ho capito che siamo "analfabeti delle emozioni" e spero di riuscire a lasciare una "scia" d'insegnamento ai miei futuri figli, nipoti, a mia sorella, e a tutte le persone che mi avranno a contatto..!!

Postato da alessio, 13 anni

salve a tutti, questo libro è fantastico, specie la parte "non siamo capaci di ascoltarli"...è bellissimo..non so che dire, più lo leggo più mi piace!! ha ragione Paolo Crepet, la società odierna è sempre spinta allo scontato e alla competizione..non esistono più i valori di cui mi parlano spesso i miei nonni e genitori!!

Postato da francesca, 43 anni

Se educassimo con gioia forse sapremmo capaci di tramettere autorevolezza, amore, affetto,emozioni e non sterili regole che servono solo a dividere......

Postato da Life, 30 anni

Mi piace pensare che in futuro la "Crepet-logia" diverrà materia in tutte le scuole: a 14anni si studierà "Non siamo..." a 15 "Voi,Noi" e a 16 "I figli non ..". I ragazzi si appassioneranno e agiranno di conseguenza. Ci vorrà l'insegnante competente...io continuo a far tesoro delle tue idee... E vincerò la prima cattedra...Ti voglio bene Paolo...un bene invincibile." Te lo scrissi tempo fa...ricordi?...e ricordatelo sempre

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