Paolo Crepet

Home page | I miei libri | Pagina corrente: Dannati e leggeri
I miei libri

Dannati e leggeri

Dannati e leggeri
Acquista il libro onlineEinaudi, 2004

Una grande saga concentrata nei ritmi di un racconto.

Questa è una storia di figli lasciati dai genitori, di figli che scappano, di figli posseduti come un cappotto d'ermellino e presto riposti nel baule della colpa. Le vite, per quella gente, erano di chi se le prendeva, di chi le comprava, di chi ne aveva cura per curare se stesso.
Per me, donna senza radici, l'ascolto delle storie di famiglia somigliava alla magia di leggere i fondi di caffè: tante macchie, alcune persone, tante interpretazioni, alcune vite. Molte impronte. Una magia larga, che andava oltre le parole, i riti, le memorie. Una magia che tracima da una vita in altre vite».

Mirò è una donna bellissima e malinconica. La storia della sua famiglia attraversa tutto il Novecento e tutti gli angoli del Mediterraneo, in una vertigine genealogica. «Gente fuggita: dalla rivoluzione, dal destino, dall'odio, persino dall'amore». Mirò, miscela esplosiva di caratteri russi, africani e balcanici, donna moderna e donna dell'harem, è forse «il crocevia di tutto».

Xenia è la tata di Mirò, la donna che tutto ha guardato e mai giudicato. La donna che tutto ha raccolto, anche, perché dietro la sua voce si nascondono molte voci. Nel suo doppio narrare si affacciano isole di mandorli e viti, case che sanno di cucina, di spezie e gelsomini, di esistenze interrotte. E infiniti personaggi, come Colette, la bisnonna di Mirò, che ha chiuso i suoi giorni in un monastero greco, o come il nonno Selim, grande giocatore di tabli e grande collezionista di donne, nella sua casa piena di tappeti e di vita, impregnata dell'odore di hashish. E poi i misteri di Omar, finito tra i ballerini russi di un piccolo teatro parigino e morto forse senza sepoltura. O di Payaam, inghiottito dal mare in tempesta mentre cercava le sue spugne. O ancora di Rada, regalata da un sultano a un nobile russo poi ucciso dai bolscevichi.

Questo di Crepet è un romanzo in cui si raccontano città, stoffe, magie, profumi d'incenso, amori e odi interminabili, enormi ricchezze e capacità di sciuparle, fughe, segregazioni, uomini meschini e sognatori, donne smemorate e bellissime. Una metafora lunga un secolo dove la Storia è più piccola delle persone che la attraversano. Persone legate dal sangue e da vincoli oscuri: condannate nel tempo a destini simili e capaci di affrontarli con una leggerezza arcana. Un libro di spostamenti, di viaggi, di migrazioni del corpo e del cuore in cerca di un senso profondo del vivere senza compiacimento, l'ultima sostanza della molteplicità stupefacente delle cose.
▾ Commenti (17)
Postato da tina, 46 anni

Uno dei più bei libri che ho letto

Postato da daniela, 44 anni

L'autore assomiglia a quelle donne che si impreziosiscono con lunghi eleganti fili di perle, pensando che i loro candore faccia dimenticare da quale sofferenza è stata generata quella sostanza madreperlacea

Postato da Giulia, 15 anni

Ho finito oggi di leggere questo libro,devo dire che difficilmente riesco a terminare la lettura,di qualsiasi libro,ma questo è stato il primo libro che mi ha entusiasmata!

Postato da Adeline, 18 anni

...l'ho comprato oggi. L'ho finito oggi. Meraviglioso...inebriante...

Postato da Caterina, 36 anni

Un viaggio in luoghi dell'anima in una costante altalena fra razionalità ed emozione. Colori, profumi,sensazioni? Legami famigliari intrappolati in malinconie ed incomprensioni. Uomini e donne?mondi, emisferi che si sfiorano?Donne che osano rischiare? Cleo, Mirò madre e figlia diverse ma unite dalla capacità di credere nel cambiamento, che il corso della vita possa cambiare. Cleo e la sua indipendenza, Mirò la continua antitesi fra il raziocinio ereditato da sua madre e l'emotività trasmessagli dal nonno Selim.Adoro gli incensi ed ho letto il libro sentendo quei profumi, avvertendo sulla pelle le essenze profumate, vedendo i tappeti e le stoffe preziose. Mi è parso di vedere Xenia girare per casa ed osservare le vite di Rada, Cleo, Mirò e Selim? e le tazzine del caffè che magistralmente Xenia leggeva incantando Mirò?Sono entrata in quella casa, passeggiato a piedi nudi sui tappeti amati da Selim, assaporato l'immam bayildì? Un viaggio nel loro viaggio, un percorso in me fino a confondere la mia vita in quella di Mirò?con la sua parte fragile, la sua nostalgia, il suo legame col nonno? Spero tu esista cara Mirò?spero di incontrarti un giorno e parlare di quel senso oltre il senso delle cose, di quell'amarezza senza scopo. Grazie Professore.

Postato da BB, 34 anni

L'ho letto 3 volte. La prima mi ha affascinato, la seconda ho pianto, la terza ho promesso a mia figlia che l'avrei portata sulla spiaggia dove Nausicaa si innamorò di Ulisse.
Ho desiderato che Xenia mi leggesse i fondi del caffè, ho immaginato la casa del nonno di Mirò e ho riempito la mia di tappeti.
Era un momento triste della mia vita, dove anche sorridere diventava compilicato e questo libro mi ha emozionato, mi ha obbligato ad immaginare e senza imposizioni e fatica ho reagito. Ho comprato la mia copia. Ne ho comprate altre da regalare e credo siano stati i miei regali migliori.

Postato da Giulia, 39 anni

Dannati e leggeri è un racconto denso, intenso, speziato, strano. Bellissimo..

Postato da Francesca, 40 anni

Un romanzo che profuma di cannella e di sapori speziati, colorato dalla vivacità di stoffe orientali in cui sembrano intarsiate le storie dei protagonisti; quasi una saga familiare raccontata da una tata attenta osservatrice ma assente e poi Mirò, la vera protagonista, una bambina nata per sbaglio da genitori troppo giovani e troppo distratti, cresciuta senza punti di riferimento, confusa dal suo bisogno d'amore ed incapace, a sua volta ad amarsi.

Postato da Anna, 23 anni

l' ho letto tutto d' un fiato i treno in uno dei miei viaggi Reggio Calabria-Firenze..è semplicemente avvincente e intrigante..sentivo di percepire le vite dei protagonisti, specialmente di Mirò, di "assaporare" i sapori di quelle atmosfere create e in un attimo svanite!Mi sono trovata catapultata in un mondo lontano da quel treno e arrivata nella stazione di Firenze è stato difficile ritornare alla mia realtà e rendermi conto che le pagine erano scorse veloci e l' incantesimo era finito...

Postato da Luisella, 33 anni

E' un libro speciale, l'ho comprato e letto dopo aver visto l'intervista su Alice, e' un intreccio di racconti di vite... ora per strada mi sembra di vedere Colette, Rada, Miro' e soprattutto Selim!! Alla fine e' triste ma lascia un'emozione meravigliosa!!! (ho pianto...)

Postato da ELISA, 30 anni

....un libro che oltre a leggerlo ti sembra di vederlo e soprattutto di viverlo ascoltando i rumori, sentendone i profumi.... lo consiglio

Postato da Lilo, 41 anni

E' bellissimo anche se molto amaro, mi ci sono ritrovata in gran parte... maaaa una volta inquadrato il problema c'è una speranza o una possibilità di guarire o bisogna conviverci, frantumandosi e cercando di piantare delle radici solo per una frazione del sé?

Postato da Mattia Francesco, 20 anni

Forse sarò l'unico, ma ho trovato il libro eccezzionale. Soprattutto dalla metà in poi ci ho preso mano e l'ho divorato. Arrivato all'ultima riga mi è passato per un attimo tutto l'intreccio, rivivendolo con nostalgia. Grazie.

Postato da manuela, 32 anni

..ho iniziato ieri a leggerlo..è aggrovigliato nella forma..intrigante nei contenuti...però non sono riuscita a divorarlo come ho fatto con "Naufragi"..lo sto leggendo piano piano..

Postato da Francesca, 21 anni

Un libro passionale scritto da una persona che riesce non solo a comprendere (questo del resto sarebbe il suo mestiere...) ma anche a divulgare nel modo più travolgentemente realistico il mondo dell'inverno interiore che avvolge la vita di molte di noi...Un libro contorto nella forma, ma caldo e fulminante nel dialogo che costruisce col lettore...se lo leggete o se meglio lo comprate, vi farete un bel regalo...

Postato da Lorena, 28 anni

non è il top. altri suoi racconti sono più densi e emozionanti. Forse l'idea era buona ma la lettura risulta faticosa: tante storie di cui non si comprende facilmente la ragione per cui sono narrate insieme.

Postato da manuela, 32 anni

l'ho comprato ieri, 4 gennaio 2005, oggi penso di leggerlo....ho sbirciato tra le prime righe..mi ha colpito...

Inserisci il tuo commento
Nome
Età (Solo numeri)
Commento
Codice CAPTCHA
Inserisci i caratteri presenti nell'immagine
© 2017 - Paolo Crepet - P.Iva 09729590589
Sito realizzato da Punto Triplo Srl e Rizomedia Srl - Photo © Leonardo Céndamo