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La ragione dei sentimenti

La ragione dei sentimenti
Acquista il libro onlineEnaudi, 2002

Due giovinezze vissute negli anni dell'odio. Due storie vicine nel tempo, lontane nei destini
In questo libro due uomini raccontano la loro esistenza, un passato remoto e prossimo tessuto di vicende private e drammi collettivi che hanno lasciato il segno indelebile sulla loro pelle, dentro la loro anima.
L'uno ha combattuto, giovanissimo, l'acquiescenza rassegnata del padre, il conformismo dell'omertà dei più. Conosce il carcere e le torture, l'umiliazione pianificata del campo di concentramento, dove vive il disfacimento della ragione ma trova anche lezioni di straordinaria dignità: la morte dell'amico e compagno di sfide, e poi di prigionia; l'architetto che sapeva incantare con la poesia perfino i moribondi. Uomini giusti, mai arresi, capaci di ripercorrere gli insegnamenti del suo primo, grande maestro, il nonno: uno scultore anarchico che gli ha trasmesso il culto dell'intelligenza, della libertà, della ricerca del “senso delle cose celato negli interstizi”, per fare, per progettare il futuro, lasciare tracce dietro di sé.
L'altro, un uomo che tenta di sottrarsi alla “sensazione di assoluta inutilità”, alla miseria della vita di provincia, a un mondo vuoto di affetti e di figure di riferimento. Un uomo che non riesce a toccare i sentimenti, ma solo a sfiorarli: l'amore come il dolore. Vive la guerra “guardando” i feriti in un ospedale da campo. Fugge da tutto, per sempre. Tutto, di fronte a lui, si consuma lentamente, ma non il suo appuntamento con l'unica vera passione: la scrittura, un libro, un capolavoro scritto in venti giorni. Un lampo, un baleno. E poi quarant'anni di silenzio, affollato di fobie, di paure tremende che gli impediscono la vita.
Due vite, due metafore. L'imperativo a fare, a provarci, il coraggio trovato nel dolore attraverso l'insegnamento creativo degli altri. Oppure l'essere annichiliti, il sentirsi superflui, il negarsi un senso del vivere. Due poli tra i quali ognuno può trovare la propria soggettiva “ragione” di esistere.
▾ Commenti (13)
Postato da Dorel, 16 anni

Nella trama del libro non vi sono racchiuse solo le esperienze di due persone, ma bensì vengono descritte le tipologie a cui appartengono; colui che sa trovare quel che cerca nel mare e colui che sa perdersi dentro. L'autore è stato magistrale nel descrivere i sentimenti di ambedue le parti introducendo inoltre anche alcuni elementi di crescita personale che dovrebbero essere presenti nella vita di ognuno; la guida e l'amico. Le esperienze narrate sono una anteposta all'altra. Di conseguenza devo ammettere di essermi lasciato trasportare dalla tristezza provocata da un destino. Non un libro per tutti. Ma un libro che dovrebbero capire tutti.

Postato da Santino, 34 anni

Eccellente esempio di scrittura. Formidabile espressione delle parole che come un'orchestra ottimamente diretta mi ha trasmesso emozione e mi ha spinto a riflettere. Senza alcun dubbio un buon libro da regalarsi e da regalare. Da consigliare senza alcun dubbio.

Postato da Daniela, 44 anni

frasi su cui riflettere: "...nella vita più si è battuti e più si è critici... ...l'interesse è qualcosa di diverso.Chi lo prova può trasmetterlo all'altro, ècome trovare un sistema nervoso affine che risponde ai tuoi impulsi in uno scambio continuo di reciproci aiuti e incoraggiamenti che funzionano un po' come scariche elettriche... ...non lasciare dei segni è sterile, non saper aiutare annulla..." Sono solo i protagonisti dei libri a nutrire questi sentimenti?

Postato da Federica, 14 anni

il libro è stupendo! vi consiglio di leggero. Esso racconta di due vita totalmente differenti, con esperienze differenti, ma con una cosa in comune: il dolore del periodo in cui vivono.

Postato da sofia, 45 anni

vorrei tanto sapere perchè claudia reputa questo autore un "coglione deficiente". A me non sembra ci sia niente di così grave in tutto quello che scrive.

Postato da ele, 18 anni

l'ho letto tutto d'un fiato ed è bellissimo. è il primo libro che ho letto di crepet e in seguito ne ho letti altri. descrive efficacemente le differenze di questi due uomini... leggetelo.

Postato da francesca, 42 anni

Due uomini: la loro vita profondamente guidata dai segni indelabili della crudeltà umana; l'incapacità ad andare avanti, quasi la colpa per essere sopravissuti; il lento cammino per giungere alla consapevolezza di se.

Postato da carlo, 21 anni

Molto bello, la contrapposazione tra le dua vicende/esperienze è fenomenale! Complimenti!

Postato da Stefano, 33 anni

Stupendo,ti apre la mente,l'ho già letto due volte e ora inizio una terza lettura e le emozioni che provo sono sempre più forti.
Paolo Crepet è il mio idolo di pensiero, anche se lo conosco poco mi ha colpito subito.Leggerò altri libri e seguirò le trasmissioni televisive che lo ospiteranno.Finalmente una persona intelligente e sensata secondo il mio modesto parere personale.

Postato da Federica, 20 anni

Lo stò leggendo... mi sembra molto interessante... un saluto a Paolo che con me è stato gentilissimo... Federica...

Postato da roberta, 38 anni

un libro semplice e carico di sensibilità per affrontare due modi diversi d'affrontare la paura ,secondo me più che della vita ,dell'aprirsi al dolore della vita.Non so spiegare il motivo,probabilmente esso risiede dentro me,ma la descrizione di come entrambe le due persone si avvicinino ad una donna mi ha commosso al punto di piangere.

Postato da Daniela, 19 anni

In libreria sono entrata curiosa ed emozionata come tutte le volte in cui mi sono concessa il dono di una lettura. Non so mai cosa vado cercando, come non so mai il perchè delle mie scelte letterarie. La settimana scorsa mi ha colpita l'immagine in copertina, due occhi inespressivi che nulla c'entrano con la corsa frenetica nel voler attirare gli sguardi del pubblico, uno sfondo che in un'altra occasione forse sarebbe passato inosservato, ma quel giorno fu prioprio questo a colpirmi e a rendermi incredula di fronte al contenuto. Una parabola ricca di concetti, sani principi, sobrietà di costumi, infinita risorsa didascalica in cui ripercorrere le tappe dei protagonisti significa scontrarsi con la propria coscienza di occidentali viziati e tendenti ad una felicità indomabile, surreale, talmente enfatizzata da aver perso il contatto con la realtà.

Postato da Luisella, 33 anni

Anche questa e' un'opera straordinaria. Mi ha permesso di capire molte cose fra gli atteggiamenti e le reazioni dei due protagonisti. Anche questo libro mi ha lasciato un po' di tristezza ma e' un testo davvero interessante!!

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