Paolo Crepet

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I miei libri

Non siamo capaci di ascoltarli

Non siamo capaci di ascoltarli
Acquista il libro onlineEinaudi, 2001

Riflessioni sull'infanzia e sull'adolescenza

Che cosa significa oggi educare? Siamo ancora depositari di un discorso “forte” da trasmettere ai nostri figli? E siamo in grado di ascoltare? Questo libro è il diario di un testimone che ha provato a raccontare l'arte difficile dell'incontro tra generazioni diverse.

Da anni Paolo Crepet viaggia lungo l'ltalia per incontrare genitori, studenti, insegnanti, educatori. Da questo lavoro di ascolto, sul campo, sono nate le riflessioni contenute nel libro. Si parla dì noia, di creatività, di droga, di felicità, di famiglie per bene, di microcriminalità, del diritto alle emozioni, della solitudine e dell'autismo tecnologico, di politica della città, di una scuola nuova e mite, della risorsa della diversità, della necessità di insegnare a rallentare il nostro tempo. La scuola e la famiglia sono attraversate da una crisi silenziosa: nulla è più come qualche decennio fa eppure sembra difficile per tutti trovare nuova autorevolezza e disponibilità a guardarsi con spirito autocritico. Né manuale, né saggio, questo libro contiene rabbia e indignazione per ciò che non si fa per amare i nostri bambini e i nostri adolescenti. E la convinzione che questa sia la sfida più difficile e affascinante per la nostra comunità.

Prefazione 
I rintocchi che scorrono sui prati
da questa fosca guglia
suonan per queste ombre senza amore
che all'amore non servono
WYSTAN H. AUDEN, La verità, vi prego, sull'amore

Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bimba che sta per nascere, lo farei così.

Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure? Riusiremo a volerti senza pretendere, a guardarti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti? Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e di affanni? Riusciremo a stringerti senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica o ricatto d'affetto?

Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni – segnali a volte sfacciati delle nostre assenze – ma di attenzioni. Vorrei chegli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei piú saggi. La coerenza, mi piacerebbe per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente.

Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze piú impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: cosí nasce il ricordo, la memoria piú bella che è storia della nostra stessa identità.

Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire vuoti, né pietire uno sguardo o un'ora d'amore.

Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia.

Adora la tua inquietudine finché avrai forze e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, soprattutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio con curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva.

Mi piacerebbe che la persona che piú ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte. E tu allora porterai quell'amore sempre con te, nascosto nella tua tasca piú intima.
▾ Commenti (36)
Postato da Melissa, 19 anni

La mia Prof.di Italiano per salutarci mi/ci dedicò la prefazione di questo libro, augurandoci tutto il bene possibile. Mi incuriosì talmente tanto che decisi di comprarlo e leggere anche il resto del volume, sperando che non mi deludesse, vista l'ottima impressione che mi fecero le prime pagine, troppo intense per essere battute da altre parole. L'ho letto. Come mi è sembrato? E' DIVENTATO IL MIO LIBRO PREFERITO. Lo consiglio a tutti. Dovrebbero pubblicarne una versione tascabile, così da poterlo portare sempre con sè. Un ottimo premomoria: bisogna ascoltare. Sempre.

Postato da Michela, 20 anni

Lessi questo libro sotto consiglio della mia professoressa di Psicologia. In quel momento desiderai farlo leggere anche ai miei genitori, cosa che poi, tra un dubbio e l'altro, non feci. Credo di aver tratto un grande aiuto dal libro, non tanto per il mio futuro "mestiere" di genitore, ma per comprendermi meglio e comprendere meglio i miei genitori. A volte sono anche i ragazzi che devono imparare ad ascoltare un po' di più, in modo costruttivo, positivamente critico e mai sottomesso alle imposizioni sulla propria vita.

Postato da Domy, 22 anni

Ho letto il libro che avevo diciassette anni, mi sono sentita davvero compresa. Quello è stato il mio "primo incontro" con il prof. Crepet e oggi lo seguo in TV e alla radio con molto interesse, perchè lui sa INTERESSARSI (cosa che accade sempre più di rado) senza invadenza nè pregiudizi al mondo dei giovani. GRANDE PAOLO!!!

Postato da Sara, 18 anni

Bel libro. lo consiglio non solo ai genitori adulti, ma anche agli adolescenti e ai ragazzi più giovani per cercare di capirsi meglio. quante sacrosante verità che ci sn in quel libro !

Postato da Giuliana, 52 anni

Condivido ciò che lei ha scritto,credo fortemente che i giovani devono fare le loro scelte di vita rispettando la loro interiorità e la loro indole, alle spalle il genitore ha il compito di guidarlo nel suo prcorso di maturazione. Purtroppo tante cose dovrebbero cambiare nella nostra società,dove le contraddizioni sono all'ordine del giorno e l'incoerenza tra il dire e il fare pure.

Postato da francesca, 64 anni

E' difficile ascoltare e dal mancato ascolto nasce la difficoltà a capire, il muro di indifferenza che divide giovani ed adulti. E se il mancato ascolto nascesse dalla nostra incapacità ad essere autorevoli? Che la Scuola e la Famiglia siano in crisi è risaputo da anni, ma che la crisi nasca dalla nostra incapacità ad amarLi incondizionatamente, dalle nostre paure ed insicurezze è quello che emerge dalle riflessioni di un Esperto di problematiche giovanili che da anni osserva ed asolta dalle Loro vive voci i problemi degli adolescenti: droga, solitudine, rassegnazione, paura per il futuro, incomprensioni ma anche rabbia ed indignazione. Ma se la Loro rabbia ed indignazione facesse si che diventino genitori ed insegnanti diversi dai Loro? Capaci di ascoltare, di amare, di insegnare affetto, amore, emozioni, di trasmettere certezze e valori morali?

Postato da Alice, 46 anni

Avendo letto molti libri su questi temi, ascolto attivo, messggi in prima persona, gestione dei conflitti, ecc. ecc, e tutti molto stimolanti e concreti, non ho trovato niente di nuovo

Postato da Dominga, 19 anni

Questo è l'unico VERO LIBRO che sa guardare nei cuori e nei pensieri degli adolescenti. Bellissimo!!!! Consiglierei la lettura a tutti i genitori che CREDNO di potersi definire tali. Complimenti dott. Crepet!.... con questo libro sono diventata (volentieri) una sua ammiratrice.

Postato da Daniela, 16 anni

purtroppo non ho letto il libro ma ne ho commentato una sua parte in un compito in classe dove c'era da farne l'analisi...vorrei solo dire ke i suoi pensieri sono molto belli e profondi...ed io spero di avere il coraggio di vivere intensamente ogni attimo della mia vita in tutta la sua bellezza, senza fretta, e di riuscire a insegnarlo a chi ne ha bisogno...cmq...la sua lettera alla bambina mi ha fatto commuovere molto...grazie delle emozioni ke con le sue parole è riuscito a trasmettermi.

Postato da francesca, 43 anni

E' difficile ascoltare ma dal è dal mancato ascolto che nasce la difficoltà a capire, il muro di indifferenza che divide giovanii ed adulti.E se il mancato ascolto nascesse dalla nostra incapacità ad essere autorevoli? Dalla nostra incapacità ad amarLi incondizionatamente? Dalle nostre paure ed insicurezze?Prevedibili le conseguenze: solitudine, rassegnazione, droga,paura per il futuro, incomprensione ma anche rabbia ed indignazione. Ma se la Loro rabbia ed indignazione facesse si che diventino genitori ed insegnanti diversi, capaci di ascoltare, di amare, di insegnare affetto, amore, emozioni, di trasmettere certezze e valori morali?

Postato da Gabriella, 51 anni

E' in assoluto uno dei più bei libri che mi sia capitato di leggere! Scorrevole e con concetti chiari e precisi. E poi ragazzi..........quanto insegnamento!!!!! I genitori, e gli adulti in generale, ne escono a pezzi ma purtroppo è la cruda realtà. Bellissima la descrizione dell'asilo con le finestre basse! Sono le maestre a dover abbassare la schiena, non i bambini a dover arrampicarsi per guardare dalla finiestrai!!!! E quelle spiegazioni sul perchè i ragazzi vivono di notte. Perchè vogliono un mondo senza adulti! L'ho trovato molto istruttivo. Io sono mamma di due ragazzi ormai grandi e lavoro nella scuola da più di 30 anni e vi garantisco che oggi, il problema più grande rimane ancora il pessimo rapporto con i genitori. A questo va aggiunto che i docenti della scuola italiana sono, per la stragrande maggioranza, incapaci di comprendere i ragazzi. A dimostrazione del fatto che Crepet è uno scrittore eccezionale affermo che il libro l'ho letto 20 volte!!!!

Postato da Teresa, 16 anni

Lascio questo commento non perchè mi ritenga adulta, ma perchè le uniche persone che hanno espresso un giudizio negativo sul libro, sono di un'età poco matura. Mi sembra davvero eccessivo scrivere: "gli errori sono concessi anche agli scrittori,no?...". Ma che offesa è questa? Come si può sminuire il lavoro di un grande psicologo, quale Crepet? L'errore, quello reale, sta in coloro che leggono e che non hanno una capacità riflessiva e una maturità di pensiero tale che permetta loro di comprendere il significato più profondo di questo libro. Sto leggendo le prime pagine...ho cominciato stamane... ma sono certa che lo divorerò. Ammiro molto Crepet, tra l'altro il mio testo scolastico di psicologia è stato scritto da lui. Ci sono delle argomentazioni favolose,attualissime.Come si può non ammirarlo?

Postato da Sara, 21 anni

Paolo Crepet è un idolo..questo libro è pieno di frasi che ogni giorno dovrebbero esser rammentare ai genitori un po'...antiquati..un po' gretti,un po' ottusi..e per quanto riguarda me..che dire..mi sento compresa da queste parole..Vorrei Crepet come papà.

Postato da Maria, 14 anni

Ho letto solo alcuni tratti di questo libro che sicuramente ci fa comprendere la difficoltà di comunicare tra i gioveni e gli adulti nella società di oggi. Mi è sembrato molto interessante!Spero di leggerlo tutto!

Postato da Luisa, 43 anni

Un libro pieno di spunti e di riflessioni , utili non soltanto a me come persona, ma anche nella alla mia professione d'insegnante che e' sempre piu' difficile per la complessita' dei problemi che mi trovo a gestire ogni giorno , perdendo spesso di vista quello che conta di piu' per i giovani e per la loro crescita.

Postato da fabiola, 14 anni

io il libro l' ho dovito leggere per le vacanze natalizie come compito scolastico. devo ammettere che le considerazioni fatteda Crepet siano esatte ma secondo me il libro è noioso. non mi ha affascinato, non mi ha travolto.

Postato da Valentina, 18 anni

Sono contenta di vedere ragazzi della mia età che s'interessano a questo genere di letture... Forse non tutto è così perduto, o almeno c'è una possibilità... Il libro dovrebbe esser letto da quei genitori incalliti nella non-comunicazione che distruggono involontariamente l'anima dei figli e contagiano l'aria con la loro amarezza.... Bellissimo e azzeccato dunque!

Postato da Laura, 43 anni

ho scritto subito a mia sorella stamattina ( ho finito ieri sera il libro in un fiato ),che questo libro è bellissimo: non siamo capaci di ascoltare i nostri ragazzi nella misura in cui abbiamo soffocato in noi stessi la capacità di ascoltarci e di sognare. Ho tre figli - 9,11 e 17 anni - ieri sera eravamo abbracciati tutti e quattro sul lettone e ridevamo come matti...è stato entusiasmante, però mancava il loro papy, che fatica a star dietro alla nostra gioia di vivere e deve spesso ricordarci che lavora per noi ( a parte che io lavoro con lui in albergo, uno dei lavori più massacranti e senza orari...) Grazie per l' ottimo libro, cercheò di leggere anche gli altri!

Postato da Catarina, 34 anni

I am not italian (I am portuguese), so I can not write italian and I hoppe my my inglish can transmit my feelings... I am the mother of 3 girls (7, 5 and 3 years). This was the first book I read from this extraordinary person and I could not avoid to cry (in many ways!). I find a enormous identity about the situations that the autor discribes in his book and it helps me to find many hunsers and solutions to educate my "bambinas" because, in many ways, i can not agree with the way that our sociaty, our families, our schools are dealling with the Education function. I wont my daughters to be rase as a sensitive persons, caring with the others, with values and self-confidence... I wont they to be "happy children" and "good adults"! Thank you signor Paolo.

Postato da Claudia, 39 anni

vivo ogni giorno per l'emozione di vedere la mia meravigliosa bambina "veleggiare sapiente sull'orizzonte" della sua piccola vita e spero che "l'amore che porterà sempre con sè, nascosto nella sua tasca più intima," possa essere anche il mio... per tutta la vita. Grazie Paolo, perchè per godermi questa emozione ci voleva il tuo libro.

Postato da Claudio, 21 anni

credo che sia un libro molto conforme alla realtà. Lo consiglio a tutti perchè emergono tantissimi spunti per lavorarci su, per migliorare la società di oggi e il rapporto tra adolescenti e adulti in tutti i settori. Complimenti a Crepet per questo ottimo libro.

Postato da francesca, 38 anni

...e se la Loro rabbia ed indignazione facesse si che diventino genitori ed insegnanti capaci di ascoltare, di trasmettere emozioni, certezze e valori morali?

Postato da Rosanna, 36 anni

Educare: per un'insegnante e una madre come me è un imperativo continuo. L'invito ad ascoltare, a dilatare il tempo, a declinare la grammatica delle emozioni sono un vademecum prezioso, una bussola per tutti quelli che come me (siamo pochi?) continuano a credere che stare tra i ragazzi e vivere con loro nella scuola sia un'esperienza sempre straordinaria. Grazie, Crepet!!

Postato da beatrice tofani, 14 anni

sono beatrice e ho 14anni.il libro di Paolo Crepet è un libro molto profondo e rispecchia esattamente la personalità dei genitori d'oggi,le loro paure che nel tempo diventano pressioni per noi ragazzi.Però devo ammetere che un po noioso lo è!Ma un piccolo errore è permesso anche agli scrittori,giusto?!LEGGETELO che questo libro affascina anche i ragazzini di 14 anni.

Postato da Valerio, 15 anni

ho fatto l'errore di non leggere questo libro nelle vacanze, solo per fatica. non sapevo nemmrno di cosa trattasse. e ora che devo fare il commento del libro perchè domani rinizierà la scuola mi sono accorto della bellezza del libro. grazie commentatori...la mia professorssa di psicologia leggerà i vostri commenti

Postato da Lalla, 21 anni

Ho conosciuto il mondo dei saggi solo quando la scuola me lo ha imposto quale superamento dell'esame di italiano. Sono andata in una biblioteca e ho richiesto di qualcosa che si improntasse sui problemi giovanili. Mi sono trovata così confrontata con due saggi di Paolo Crepet, che fino a quel momento non avevo mai sentito nominare. Presi quindi "Voi, noi" e "non siamo capaci di ascoltarli". Il primo approccio con il libro è stato abbastanza buono. Rassicurata dal fatto di non trovare in esso paroloni scientifici, mi sono immersa nella lettura, promettendomi di evidenziare quanto avrei ritenuto più importante. Iniziai quindi, ma più procedevo nella lettura, più mi resi conto che tutto ciò che era scritto da Paolo Crepet era importante e rilevante per una buona presentazione del libro. Pertanto tutto il libro è un documento ufficiale, un'enciclopedia di tutto quello che possono essere i problemi giovanili. Complimenti Paolo. Domani ho questo famoso esame. Dei due libri hanno scelto "Non siamo capaci di ascoltarli".... speriamo bene!!

Postato da anna, 17 anni

è stupendo! è incredibile come riesce a sentire a capire e colpire la nostra società e ciò che la circonda! ho 17 anni e approvo anzi ritengo giustissimo il modo in cui p. crepet è stato in grado di cogliere ciò che è sempre meno alla nostra portata cognitiva - percettiva esso è stato in grado di raggiunge una soglia alquanto rara da raggiungere per molti di noi.. emozioni pensieri e decibel affettivi che diventato sempre più sordi per le orecchie della società d'oggi un grandissimo libro complimenti!

Postato da luisella, 33 anni

ho iniziato a leggerlo da poco... ma perchè invece di farci fare uno "stupido" corso pre-matrimoniale non ci obbligano a leggere queso libro?! molte piu' persone dovrebbero leggerlo, solo che tanti si annoiano subito perchè non hanno la pazienza e se vogliamo non hanno neanche la "preparazione", la capacità e la calma per farlo, intanto per molti... il danno è fatto!!

Postato da Fiorenza, 42 anni

In questo splendido libro ho letto la storia della mia famiglia: ho ritrovato situazioni, momenti di vita così autentici che ho pianto. Quando sono arrivata all'ultima pagina desideravo già ricominciare da capo. Mi sto impegnando di più con i miei figli (vivevamo davvero come autistici)...grazie Paolo Crepet

Postato da Christian Cursi, 31 anni

Il libro si apre con l'augurio tenero di uno psichiatra ad una bambina che nascerà.Ma qui lo psichiatra è un educatore che è ancora capace di indignarsi e di amare. Auguro ai lettori di avere una compagna in stato interessante a cui leggerlo. Se volete emozionarla. Mia moglie ha pianto. E il più bel regalo che possiamo fare sono ricordi inentensi

Postato da fausto.baiocco@tin.it, 52 anni

Il commento sarà disorganico perché estemporaneo. Molto bello il libro, e stimolante. Dice ciò che pochi hanno il coraggio (o la capacità di semplificazione?) di dire. Sul "tempo" c'è molto da riflettere e da ristrutturare nella nostra società. Sulla scuola a tempo pieno: giusto se, come proponi, fosse anche diversa e più attraente per i giovani. Vorrebbe dire portare nella scuola (in gergo: migliorare l'offerta formativa) cose che si fanno altrove. Nel panorama degli interessi complessivi di un giovane la scuola oggi occupa si e no un 50% (può andare dal 20 all'80%). Vuol dire che il resto dei suoi interessi non sono a scuola, ma in giro per la città, nel suo comprensorio di frequenze. E' una constatazione, né nostalgica, né amara, e nemmeno desolante. E se partissimo da qui? Cioè, anziché portare pezzi di società nella scuola e tenerci il ragazzo fino ad occuparlo a tempo pieno, non si potrebbe "esportare" la scuola fuori, proprio in quei luoghi dove il ragazzo trova i suoi interessi? Ad esempio, alleggerendo il "tempo scuola" e facendo assurgere a dignità di "scuola" luoghi che ora non ce l'hanno, come la palestra o il campo di calcio (in fondo anche lì si fa "educazione fisica", come a scuola). Oppure, creando un sistema di "crediti formativi" a chi frequenta un dopolavoro o un'altra associazione dove si insegna e si pratica l'arte del murales (in fondo in molte scuole si insegna disegno artistico e storia dell'arte), alleggerendo il tempo scuola di quel ragazzo delle due ore settimanali previste per quella disciplina. Di esempi ce ne sarebbero molti, ma mi fermo qui per non appesantire la lettura. In sostanza: anziché portare a scuola ciò che il ragazzo ama, portare la scuola (fuori da se stessa, ma con analoghi compiti) dove il ragazzo va per interesse autentico. In fondo sarebbe meno presuntuoso per l'istituzione. Ovvero: se tutti vanno al mare, perché rafforzare le strutture turistiche della montagna, e non quelle del mare? Un proverbio inglese dice pressappoco così: "Per chi ha solo un martello, tutti i problemi sembrano chiodi". Mi domando: ma noi abbiamo solo il "martello scuola" per educare? Adesso si. Ma se assumessimo anche altri martelli? O meglio altri arnesi da lavoro: se assumessimo che l'educazione passa anche per altre strutture? Il problema sarebbe: come fare per dare valenza effettivamente educativa ad attività che ora ci sembra non ce l'abbiano? E siamo sicuri che ora non ce l'hanno? Almeno un pò? C'è anche il problema delle spese, ma vedremo. In fondo, per l'esame di stato delle superiori vengono valutati come credito anche attività fatte fuori della scuola, solo che incidono nella votazione finale al massimo, mi sembra, per un solo punto su cento. Non si potrebbe adottare il metodo anche alle attività curricolari di tutto l'anno scolastico, dalla prima classe all'ultima? (se può servire, sono insegnante, e come architetto sono abituato a costruire perseguendo la finalità, non solo in modo tradizionale ma anche usando materiali diversi, o procedimenti costruttivi diversi, da quelli tradizionali se raggiungono quella finalità) Si può sviluppare un dibattito sull'argomento? E Crepet, metterebbe a disposizione una sede web per la discussione? Ne sarei molto contento. In fondo è sempre così disponibile per i giovani e la scuola ?

Postato da mary, 17 anni

la psicologia mi ha sempre attirato e grazie "all'incoraggiamento" di una mia insegnante-psicologa ho cominciato ad avvicinarmi a questo mondo da me allora sconosciuto. mi sono riconosciuta in molti ateggiameti "sbagliati" assunti spesso dai miei coetanei. ho trovato l'autore un po' troppo critico ma quanto meno totalmente obiettivo

Postato da laura, 33 anni

ho 33 anni, sono madre di una bambina di 16 mesi: vorrei che imparasse a respirate tutti i profumi della vita, a godere della sua giovinezza, ad amare tutto e tutti incondizionatamente: io giocavo sui prati con i miei tantissimi amici tutti i pomeriggi senza che nessuno ci controllasse mai e questo mi ha reso una persona responsabile ed indipendente: ma come si può oggi pensare di crescere così, di cercare di rendere autonomi e propri figli fin da piccoli se ci sono in giro mille pericoli? ai miei tempi era tutto così più facile grazie paolo, a ritrovarci su un altro tuo libro......

Postato da valeria, 30 anni

sono madre da un anno...ho iniziato oggi a leggere il libro ma sono già convinta che se riuscirò a farlo mio riuscirò a dare qualcosa in più alla mia piccolina

Postato da daniela, 23 anni

ho acquistato qst libro dopo aver seguito un workshop a birori.molto profondo arriva dritto al cuore,almeno al mio cuore.la ringrazio infinitamente........................................daniela

Postato da Tommaso, 17 anni

Questo è stato il primo libro di Paolo Crepet che ho preso in mano, sotto consiglio della madre di una mia amica. Mi sono avvicinato a questo genere di lettura perché anch'io ho "qualche"(si tratta di un eufemismo)problema in famiglia, comunque il mio commento è solo uno: giustissimo!

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