Paolo Crepet

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Solitudini

Solitudini
Acquista il libro onlineFeltrinelli, 1997 - 1999

Memorie di assenze.

Queste sono storie di persone che ho incontrato nel mio mestiere di psichiatra.
Sono voci, ma anche urla, a volte pianto o ancora silenzi brevemente interrotti.

Non parlano a me solo. Sono storie vere, ancorché rese irriconoscibili quel che basta per garantirne l'anonimato. Sono storie vere e dunque marginali: ché del loro dolore e del loro senso nessuno debba sapere, ché il nostro infinito bisogno di rassicurazione non venga lacerato da alcun vento imprevisto, ché le nostre malferme certezze non vengano inquietate dai nostri sensi di colpa. Al centro del nostro interesse deve rimanere l'irreale, la quotidiana finzione. Tutto il resto va allontanato, rimosso. A meno che non si tratti di cronaca, che preferiamo perché effimera, fatta per essere costantemente superata da un'altra più recente e sbalorditiva, dunque ansiolitica. Queste storie non consentono consolazione, né pretendono di insegnare. Non ostentano di sé, parlano in privato, richiedono complicità.
▾ Commenti (21)
Postato da elena, 38 anni

..annusando il libro, oltre a sentire l'inquietudine dello scrittore, ho ascoltato anche lo strazio e il dolore di queste persone e l 'ho potuto toccare e vivere...si piange dalla seconda pagina fino all'ultima e tutto il viso brucia...grazie per aver raccontato queste storie sig. Crepet i

Postato da Giorgio B, 40 anni

Un libro che fa pensare, un libro in cui alcuni aspetti di queste persone sono in me.

Postato da giovanni bigi, 64 anni

E' stato veramente un libro profondo !

Postato da federika, 21 anni

stupendo...

Postato da margherita, 30 anni

più reale della realtà

Postato da Serena, 33 anni

uno dei migliori libri che io abbia letto...l'ultima storia mi ha aiutato a ritrovare me stessa...

Postato da patrick, 34 anni

un libro che emoziona dall inizio alla fine storie tragiche di solitudine e abbandono....ottimo

Postato da Grazia, 41 anni

Ho letto la maggior parte dei libri di Crepet spinta dalla curiosita di leggere di una persona che, se molto spesso presente in trasmissioni televisive vi partecipa in modo professionale e pacato. Essendo una mamma, la mia lettura é iniziata con i figli non crescono più, ma poi ne ho letti molti altri fino ad arrivare al libro "Solitudini". Questo libro mi ha inquietata, mi ha provocato. Ha rafforzato la mia convinzione che tutti noi possiamo fare qualcosa per eliminare questo vuoto immenso che spesso si impadronisce dei nostri figli. Anche io avevo un'amica che non é stata ascoltata abbastanza, che a suo modo ha urlato il suo disagio, piena di ideali, di sorrisi....., non siamo stati capaci di ascoltarla abbastanza, i medici l'hanno sedata ed una sera di dicembre ha deciso di toglersi la vita...aveva solo 25 anni! Leggere questi libri scuote l'animo e ti fa riflettere. Grazie

Postato da maria, 33 anni

triste, triste...tristissimo.. se avessi lacrime per piangere non avrebbero avuto fine... spero che la vita non riserverà, o meglio non riservi più, nè per me nè per chi mi è accanto simili scenari. forse un pò delusa perchè contavo di trovare soluzioni...per prevenire, da madre..

Postato da Teresa, 45 anni

Leggendo questo libro ho provato l'irresistibile desidero di prendere tra le braccia queste creature dilaniate, con infinita tenerezza. Una specie di ritorno alle origini, per concederci una rinascita, un accorato amore per la vita incondizionato, irrinunciabile, una forza assoluta e incontrastabile che ciascuno dovrebbe avere nel proprio DNA.

Postato da antonella, 19 anni

Stupendo....tagliente e iincisivo come un bisturi...lo rileggo continuamente e ogni volta lo faccio d'un fiato, con un nodo alla gola destinato a risolversi in un pianto liberatorio...un pianto dettato dalla consapevolezza di non esser la sola a vivere certe situazioni...certi stati d'animo...e soprattutto ...lacrime che mi fan rigettare l'angoscia di esser l'unica incompresa .

Postato da vera, 20 anni

la prima storia è quasi uguale alla mia...la mia vita è quasi uguale...sono i chiodi che porto nell'anima,chiodi che non si staccano più. soffrirò come la ragazza x tutta la vita?

Postato da giulia?, 39 anni

Dopo avere letto questo libro ho capito una cosa: Crepet è uno scrittore straordinario. Sensibilità, passione , forza espressiva, leggerezza.... uno scrittore di anime.

Postato da Giulia?, 39 anni

La terza storia è una storia di amore. un amore soffocante, ossessivo, cieco, gonfio, bulimico.

Postato da Giulia, 39 anni

La storia 2 di Solitudini è una storia di ghiaccio. Ghiaccia il cuore. Jacopo vive su un'isola. O sulla corda dell'equilibrista del circo. Jacopo ha già deciso tutto. Jacopo vuole essere "davvero importante" per qualcuno...
Libro bellissimo. Impossibile non leggerlo

Postato da Giulia, 39 anni

Ho letto la prima storia. mi è venuta voglia di urlare, piangere, vomitare. Di fare uscire, espellere con le lacrime e le urla questo gigantesco, schiacciante dolore. Questa storia è da leggere, serve per vedere, esercita a "sentire", a capire, a partecipare, ad indignarsi, a gurdare sotto le maschere, a vivere...
Grazie, Crepet

Postato da marco, 16 anni

molto bello

Postato da Patrizia, 40 anni

Ho leto il libro e l'ho trovato molto bello e anche un po' angosciante. Comunque credo che l'importante per uno psichiatra,si a riuscire a dare delle risposte.

Postato da luisella, 33 anni

molto cruda la realtà, molto amara la verità, ma tutto questo esiste davvero e chissà quante altre storie senza risposte proprio perchè pochi le cercano...

Postato da Francesca, 21 anni

Ho letto il libro con la voracità di chi trova piacere nel frugare nelle emozioni degli altri avidamente, senza rispetto e senza chiedere grazie. In una delle storie mi sono riconosciuta come figlia, in un'altra come adolescente ed in un'altra ancora come essere umano, che in quanto tale ha paura. Ma alla fine di questa esperienza che mi ha accompagnato per una ventina di giorni non riesco ad essere "orgogliosa" di questo libro, perchè lo reputo sporco proprio perchè si professa vero: mi meraviglio che sia proprio il Dottor Crepet, proprio lui che non riesce mai a non citare con disprezzo il voyeurismo dell'uomo di oggi, a vendere le storie delle proprie pazienti come lui stesso chiarisce nella prefazione. Ogni storia ha il diritto di essere raccontata, come quello di essere taciuta, ma questo diritto è solo ed unicamente nelle mani di chi la ha vissuta, di chi guardandosi ogni giorno alle spalle la guarda con la tenerezza di chi la ha attraversata con il PROPRIO cuore, con le PROPRIE forze...Insomma quello che mi chiedo è se si possa fare soldi in modo così calcolato e programmato raccontando le debolezze altrui...io da paziente lo vivrei come un tradimento. Penso che se il mio psichiatra dopo tutta la fatica che ci ho messo a fidarmi di lui, mettesse in piazza le mie emozioni, probabilmente mi metterei a piangere dentro e sicuramente gli darei uno schiaffo e lo manderei a quel paese.

Postato da tibet1, 36 anni

....un libro meraviglioso.......e chissà se questa volta lo accetterai questo mio commento.......

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