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Le dimensioni del vuoto

Le dimensioni del vuoto
Acquista il libro onlineFeltrinelli, 1993-2000

I giovani e il suicidio.

La pubblicazione de “Le dimensioni del vuoto” in edizione economica ha per me il sapore contraddittorio di una soddisfazione confuso a un'amarezza. Da un lato, sono orgoglioso che un saggio su un argomento così difficile come il suicidio giovanile riscuota ancora oggi, a distanza di sette anni dalla sua prima pubblicazione, interesse da parte dei lettori. Ciò rappresenta esattamente lo scopo che allora mi ero prefissato, ossia uscire dal dibattito asfittico tra esperti e operatori del settore, affermare che la condotta suicidarla non è e non può essere interpretata come una specifica forma di patologia psichica ma come il sintomo più tragico che questa società si ostina a rimuovere dalla propria coscienza: le diverse forme del disagio e dell'inquietudine giovanile, ovvero la condizione esistenziale di una intera generazione. Per lungo tempo tanti fra gli operatori nel campo della salute mentale assieme a buona parte dell'opinione pubblica (supportata purtroppo da televisioni e giornali) hanno voluto interpretare molti dei segnali di crescita di nostri ragazzi come categorie specifiche di sofferenza psichica, offrendo per queste speciali classificazioni terapie e luoghi di cura programmati alla bisogna. Così è accaduto per la droga, per la bulimia e per l'anoressia, per le condotte autolesive, per le nuove forme di violenza giovanile.

Il risultato è zero, nulla è cambiato: ogni anno si affacciano nuovi segnali d'inquietudine, si continuano a costruire reti di servizi dei quali s'ignora l'efficacia, si offre lavoro a operatori che non sanno come e per quanto tempo devono intervenire. La cronaca segnala storie che la gente non vuol capire, storie descritte per soddisfare l'esigenza di Cittadini trasformati in guardoni dei dolori altrui. Poi si volta pagina,fino alla prossima disgrazia, fino a un altro funerale. Le cifre rimangono impietose davanti ai nostri occhi, non possono essere omesse: negli ultimi vent'anni la crescita dei suicidi tra i ragazzi italiani ha sfiorato il 100%, il numero dei reati commessi da minori negli ultimi quindici anni è cresciuto del 150%. C'è qualcuno che si preoccupa di tale cataclisma sociale?
▾ Commenti (11)
Postato da Germano, 48 anni

I libri scritti dal Dott. Crepet sono molto interessanti ed unici, molto ben leggibili. Io ho letto, e, conservo gelosamente, 2 sue opere, tra cui una memorabile dal titolo "Le dimensioni del vuoto". Sono lo specchio chiaro e limpido, della società Italica, purtroppo, da tempo malata..... Grazie Dott. Crepet, per la Sua opera divulgatrice, avanti sempre cosi. Cordialmente

Postato da Anna, 56 anni

Questo libro è un'opera d'arte, un capolavoro , scritto da una persona di grande sensibilità, dotato di capacità introspettive eccellenti , oltre che di una indiscutibile professionalità. Peccato che di persone così dotate ne nascano poche , forse una ogni cento anni , come tutti i grandi talenti . Grazie a persone come Paolo Crepet il mondo si avvia verso cambiamenti positivi , grazie anche a Franco Basaglia suo maestro e mentore per avere creato le basi per una società più giusta e rispettosa nei riguardi di persone fragili, ma non per questo meno valide. Con orgoglio Anna P.

Postato da Vic, 15 anni

Ho comprato oggi il libro, l'ho iniziato cercando di coglierne affondo il significato e ritrovandomi in quello che vi è scritto. Effettivamente la tematica del suicidio viene temuta se trattata con serità e ritenuta un semplice gesto per attirare l'attenzione se trattata con leggerezza. Non so se questo libro mi aiuterà ma sicuramente sapere che c'è qualcuno che non si limita a guardarti storto perchè non ti limiti a fingere di essere felice è bello.

Postato da SILVIA SERRELI, 21 anni

LA RINGRAZIO VIVAMENTE PER AVERE AFFRONTATO UN ARGOMENTO CHE ANCORA OGGI,NEL 2007,E'RITENUTO UN TABU',UNA VERGOGNA UNA DEVIANZA QUASI QUASI...NOI GIOVANI VENIAMO SEMPRE CRITICATI..POCO CAPITI O ASCOLTATI...VENIAMO RITENUTI SUPERFICIALI..MA NON E' COSI'..MAI QUANTO OGGI SENTIAMO IL PESO DI UN FUTURO CHE E' SEMPRE PIU' INCERTO..MAI COME OGGI CI SENTIAMO SEMPRE PIU' SOLI E CERCHIAMO DI RIFUGIARCI IN COSE FUTILI..MAI COME OGGI VAGHIAMO SENZA UN PERCHE'..AVENDO PAURA DI CRESCERE DI SCOPRIRE MOLTE VOLTE LO SCHIFO DI QUESTA REALTA'...IO HO PENSATO MOLTE VOLTE DI FARLA FINITA..MA INFONDO HO SEMPRE SPERATO IN QUALCOSA DI MEGLIO..ED E' COSI' CHE BISOGNA FARE...RICORDARSI CHE "DOMANI E' UN ALTRO GIORNO,E POTREBBE ESSERE MIGLIORE"...

Postato da francesca, 42 anni

un saggio per divulgare un problema quanto mai drammatico quale il suicidio giovanile; un libro per capire che nessuno può essere etichettato solo per un momento di sconforto; una riflessione affinchè ognuno di noi possa guardarsi attorno ed accorgersi della sofferenza di chi ci è vicino; una lettura che possa far capire che non ne vale la pena.

Postato da la zecca, 22 anni

un libro di introduzione sul fenomeno del suicidio ma non perquesto superficiale l'ho letto per il mio corso "psicologia" a messina
emotivamente parlando mi ha creato molta sofferenza angosciante e non penso di leggere volontariamente un'altro libro sul suicidio
nn l'ho mai tentato e neanche pensato prima d'ora ma adesso mi è venuto lo stimolo
lo sconsiglio a chi non stà bene con sè stessi

Postato da M, 19 anni

Ho appena finito di leggere questo libro.L'ho letto così,in un momento.Ben scritto,ben ideato,con il giusto apporto di dati e cenni sociologici(ad esempio Durkheim).
Purtroppo non ha fatto un miracolo,ma ammetto che per ciò che sento,un po' sollevata lo sono.
Grazie per questo saggio.

Postato da ania, 17 anni

Ancora non ho letto questo libro ma domani vado a comprarlo,ho visto dal titolo che parla di suicidio quello che ho provato a fare io venerdì scorso così magari questo libro mi aiuterà vi dirò poi

Postato da Francesco, 21 anni

Grazie dottor Crepet, per aver scritto questo libro. Quando l'ho letto mi sono sentito meno solo, e soprattutto le storie che contiene, struggenti e cariche di sofferenza, mi hanno aiutato con la commozione a distoglermi per un po' dai pensieri "cattivi".

Postato da Pamela, 19 anni

questo libro mi ha salvato la vita.
era il 2000.
grazie paolo

Postato da ariet, 17 anni

è molto bello

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