Paolo Crepet

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Baciami senza rete

Baciami senza rete
Mondadori - Strade Blu, 2016Acquista il libro online

«Questo libro nasce da una scritta vista su un muro di Roma: SPEGNETE FACEBOOK E BACIATEVI. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un'idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all'arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione
di continuità.»

È con queste parole che Paolo Crepet introduce la sua analisi appassionata ma libera da pregiudizi della condizione dell'individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l'uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola esserci. Ma come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device? Che ne sarà della sua abilità nell'utilizzare e sviluppare il proprio apparato sensoriale? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica?
Rispondendo a questi cruciali e sempre più stringenti interrogativi che assillano in particolare genitori, insegnanti e educatori dei cosiddetti «nativi digitali», Crepet evita i toni apocalittici e la fin troppo facile demonizzazione del lato oscuro presente in ogni forma di progresso, perché «questo libro non è un atto di accusa, non è contro qualcosa. Il mio scopo fondamentale è cercare di continuare a discutere sulle conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra quotidianità. È il tentativo di sottolineare contraddizioni ed effetti collaterali di un nuovo mondo che si presenta non solo come l'ultima e più stupefacente rivoluzione industriale – quella digitale – ma, soprattutto, come una strabiliante e inattesa mutazione antropologica».
▾ Commenti (14)
Postato da Giuseppe, 44 anni

ecco perche` mi sono trasferito alle Isole delle Mauritius..... sono stufo di vedere tutta questa gente sempre attaccata al telefonino... qui si canta, si balla, si beve e si va al mare sempre

Postato da Davide, 52 anni

Ho un figlio di 11 anni. Oggi il compito primario del genitore è divenuto organizzare le giornate del figlio per costringerlo ad uscire di casa ed andare in un giardino deserto.... Alternative? tantissimo sport, boy scout ...ma non è la stessa cosa ..... La battaglia è persa..Indietro non si torna....almeno per ora Sono angosciato per questi poveri ragazzi

Postato da Edoardo, 18 anni

Libro consigliato caldamente da mio padre poiché sono uno dei maggiori interessati viste le ore che passo davanti al telefono (neanche troppe a dire il vero). Un'ottima lettura che mi ha fatto capire come era il mondo 50-60 anni fa: più libero, più sincero, meno controllato. Mi ha colpito la frase di Crepet:"Non ci sono mai stati così tanti mezzi di comunicazione eppure non è mai stato così difficile comunicare". Secondo la mia interpetazione intende comunicare emozioni, ottimo libro.

Postato da Manuel, 41 anni

Ho comprato il libro e tra poco comincerò a leggerlo. Sono molto curioso di leggere cosa ne pensa Crepet. Ho letto prima varie recensioni su questo libro e mi sono accorto che c'è una situazione di sconfitta di fronte alla potenza dei social,sembra proprio non se ne possa farne a meno,siamo ridotti alla stregua di schiavi. Voglio credere che ci sia una possibilità di esistenza anche senza social e senza correre il rischio di sentirsi emarginati. Ora proprio per questo mi disconnetterò per dimostrarmi che c'è di più di uno schermo retroilluminato pieno zeppo di vita altrui.

Postato da Angela, 98 anni

Condivido il contenuto educativo del libro! Lettura scorrevole linguaggio semplice di un bravo Maestro!!!

Postato da Giovanna, 59 anni

Internet è un mezzo molto importante ma come tutte le cose bisogna saperlo dosare. l'educazione all'uso della rete spetta a coloro che sono da sempre deputati all'educazione dei giovani: La famiglia e la scuola. Se la scuola e la famiglia viaggiano su corsie parallele a quelle dei ragazzi senza prendere coscienza degli strumenti a loro disposizione.....il risultato sarà il fallimento delle istituzioni deputate all'educazione. Non è sbagliata la rete...sono sbagliati gli educatori.

Postato da Consuelo, 44 anni

Mi fa paura questo libro, tanta paura... Avvicinano, ma ci allontanano, ci isolano; velocizzano ma ci rallentano, tolgono l'intuito, la creatività, la fantasia; e' tutto più facile, niente più impegno, fatica; ci arricchiscono e ci svuotano...credo si debba farne un buon uso, equilibrato, educato e ricordiamoci sempre che sono macchine...senza cuore, sentimenti e anima

Postato da agostino, 47 anni

avendo un figlio di 17 anni mi trovo a lottare ogni giorno contro la tecnologia passiva che annienta i cervelli dei nostri ragazzi.Credono di essere connessi col mondo ma in realta' sono sempre piu' soli.

Postato da Fabio, 60 anni

Tra bambini che hanno perso l'uso delle gambe perché vengono accompagnati anche per 50 metri con il SUV e l'uso degli occhi davanti ad uno schermo che dire se non "provate per una volta a sbucciarvi le ginocchia su un campetto di periferia"

Postato da Michi, 43 anni

"Tutto si puo' ma nella giusta misura" è un vecchio detto di mio nonno che credo possa essere un consiglio attuale e attuabile in questa era del digitale .

Postato da Iaia, 50 anni

ero sulla metropolitana e tutti, ma proprio tutti, con la faccia nascosta sul cellulare a digitare conversazioni con chissachi'...io non esistevo..se avessi potuto comparire sui loro schermi in quell'istante avrei detto loro...razza di deficiente sei circondato di gente, te ne sei accorto? a me FB fa tristezza, sembra un cimitero per vivi, ognuno con il proprio fornetto, fiero delle proprie miserie, zuppo di un narcisismo nauseabondo. Io ne sono fuori perchè mi da tristezza, la gente mi fa un po' tenerezza....4 chiacchere di circostanza in ascensore aspettando il mio piano mi riempiono molto di piu'.

Postato da enrico, 55 anni

Ha ragione, stiamo perdendo il contatto reale con l'altro. Tutto affidato ad aggeggi infernali di pochi centimetri quadrati. Di questo passo l'uomo perderà l'uso della parola !

Postato da lanico_p, 57 anni

Non ho letto questo suo libro, ma ritengo da molto tempo che il nome vero e reale di facebook dovrebbe essere "sputtanabook". E questo penso che la dica molto lunga su qual è la mia opinione sulla rete e sui social.

Postato da tina, 73 anni

E' vero ciò che dice il nostro beneamato Paolo Crepet, ma purtroppo se non sei nella rete sei fuori dal mondo.Come possono evitarla oggi?.................Impossibile

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