Paolo Crepet

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Un'anima divisa

Un
Acquista il libro onlineEinaudi - Stile Libero, 2010

Storia di Sara. Sara non sa liberarsi da un padre che la detesta. L'illusione della fuga è ciò che le rimane, mentre la sua famiglia di diabolici avvocati, che stringe nel pugno la città intera, celebra la propria dissoluzione.
Sara vive la cattiveria, la grettezza, l'aridità di cui sono capaci gli uomini quando si tratta di tenere le donne nel ruolo che per secoli hanno costruito per loro.
La storia di Sara ci fa attraversare questo inferno domestico, affascinati da una ragazza che ne porta, con tenerezza e coraggio, le stimmate.

Una straordinaria metafora della cecità del potere.

Prefazione 
Sara si è alzata prima dell'alba. Poche ore di sonno agitato. L'odore di mele e cannella filtra dal forno: il permesso di preparare la crostata è il suo regalo per Natale. Sorveglia dallo sportello lo zucchero sciogliersi in caramello bruno. «Sta cuocendo bene...» pensa. «Troppo morbida», si erano lamentati i suoi l'anno prima.
Sulla sedia, avvolta dalla vestaglia di lana, le mani attorno alla tazza calda di caffellatte, Sara è raccolta nella calma profumata: le stanze sono ancora spogliate di voci aspre. Natale può anche finire cosí.
▾ Commenti (28)
Postato da Sua estimatrice, 46 anni

Per che' non farne un film? Sarebbe una storia bellissima, un successo, il rilancio del cinema italiano nel mondo. darebbe lustro all' Italia e aiuterebbe molti. a lei professore non mancano amici validi e capaci

Postato da anna, 38 anni

penso che vorrei scriverle invece che viverle queste situazioni. sapere che possono essere razionalizzate o divulate e' comunque una delle poche fughe possibili o consolazioni

Postato da sabina, 35 anni

lettura singolare. non si fa che parlare di giovani superficiali, criminali, ignoranti. purtroppo criminali, insensibili, genitori che odiano le figlie femmine o i figli in genere ci sono piu' di quel che si pensi. idem madri che fanno finta di niente o partecipano attivamente alla mortificazione o rovina propri figli. e' giusto saperlo perche' e' cosi'. le brutte storie o storia o romanzo che sia servono a non dimenticare, o a sentirsi fortunati, o a capire. mi auguro servano ad altri, come a me, di conforto e a qualcuno ancor meglio a sfuggire da situazioni che sembrano facili o romanzate solo a chi non vuole credere o vedere. essere odiati o perseguitati dai propri genitori, esiste, e' realta' anche se poi fanno notizia solo gli omicidi. perche' sono pazzi? troppo comodo. perche' esiste la cattiveria, la malvagita' . dura lex sed lex. se un cosi' importante scrittore e professore ha sentito l'esigenza di scrivere e divulgare questi argomenti credo sia perche' sono spesso oggetto di omerta' e segreto.

Postato da Togna Francesco, 21 anni

Penso che tutta la lettarura del signor Crepet non sia altro che una versione stereotipata dell' imperante letteratura odierna, estremamente arida e priva di emozioni, cosa ravvisabile, ad esempio, nel periodare limitato e semplicistico, fatto di proposizioni brevi e staccate tra di loro. Ciò testimonia quanto il suo stile e pensiero siano così conformisti, incapaci di aggiungere qualcosa di nuovo alla letteratura moderna; il suo atteggiamento, inoltre, nei confronti della vita appare superficiale, ruffiano e sa tanto di un' infatuazione giovanile e isterismo adolescenziale quanto mai inappropriati

Postato da lucia, 50 anni

Quante cose che ho ritrovato nel suo romanzo professore,cosi simili al mio cammino.per fortuna che a differenza di Sara sto lottando a ricostruire la mia anima aiutata dalla medicina cinese e dall'agopuntura.Complimenti e'veramente un bel libro e speriamo che le tante potenziali sara, leggendolo riescano a fuggire al loro destino.

Postato da Luciana, 43 anni

...bello e triste. Capace di tenermi incollata su unl divano tutto il pomeriggio con la neve e un freddo siberiano fuori dalle finestre..desiderosa fino in fondo che Sara potesse riscattarsi... e ancora, nonostante che il libro, finito, sia ormai riposto nella mia libreria...spero sempre che Sara...torni nel mondo reale... fatto di Arturi, di Giacomi...ma soprattutto di Elene...

Postato da Sara, 33 anni

una straordinaria metafora della cecità del potere" . A Sara è negato il Riscatto, questo come donna mi ferisce; non posso e non voglio pensare che a fronte di un potere brutale e inumano, Sara possa reagire dilaniandosi nella incapacità, che diventa follia (corpo pieno di medicine) dal momento in cui capisce che non può sovvertire quel "mondo condannato" dalla cattiveria, grettezza, aridità. Sara è costretta a vivere una colpa non sua; che giustifico come Proiezione di un potere mendace senza più futuro.

Postato da Luciana, 65 anni

rispondo a c,..anni ".spiccare il volo ",mi piace molto .Ognuno di noi ha il proprio volo,e ognuno di noi ha la propria "favola ;così è nelle cose e così lo descrive Crepet con tanta naturalezza e verità (per me naturalmente).QUESTO NON VUOL DIRE RASSEGNAZIONE O NON LOTTARE MA VEDERE UNA REALTà ,QUELLA DI SARA, CHE è COSì C0M^è .Grazie c,...,anni .luciana

Postato da Luciana, 65 anni

sara cammina nella scia del suo destino così inesorabile e tranquillo così come tante sare che incontro tutti i giorni per stada .luciana

Postato da chiara, 43 anni

scorrevole ed avvincente,semplice e complicato,come la vita.Tristissimo a volte,crude e crudele.Difficile a credersi ma e' cosi'. se si leggessero piu' libri e si andasse alla scuola per genitori e ai figli si volesse bene,se fosse sempre cosi'...ma non lo è E anche ai figli amati,come ai miei, consiglio di leggerlo, perchè nulla è scontato e la storia e i libri sono li' per insegnarcelo anche quando, per fortuna, non lo si è vissuto, ad evitarlo magari. grazie tanto

Postato da giulia, 55 anni

sono convinta che l'attenzione che nei libri e studi lei dedica alle donne ed agli adolescenti aiutino concretamente chi riesce a leggerle e siano un gesto di generosità per chi come Lei vedrà davanti a se' dipanarsi tristi e complicate distorte dinamiche familiari e sociali che restituiscono una dimensione di affetto in situazioni invece del tutto paralizzate nella nebbia dell'indifferenza.egoismo ed ignoranza che si traduce in sopraffazione dei piu' deboli, appunto.

Postato da alessandra, 44 anni

il vero genio è semplificare cio' che è complesso.La vita spesso è inestricabile e non si riesce a capire le dinamiche nelle quali ci si trova coinvolti.Eppure è vero, purtroppo succede che esistano persone tanto insensibili, ignoranti, cattive e all'apparenza normali o potenti , padri,madri purtroppo Grazie per aver dischiuso una parte impenetrabile della cattiveria umana

Postato da Simona, 37 anni

Complimenti al prof. Crepet che è riuscito a penetrare nei meandri nascosti della pschiche umana cogliendone i tratti più nascosti di essa. La storia di sara è la storia di chi ha lottato con tutte le sue forze con l'indifferenza, la solitudine, la voglia di essere amati da chi in fondo andando contro natura, contro il destino non ha mai cercato di capire una figlia che icercava solo questo.......grazie di tutto.... C.A.

Postato da alessandra?, 52 anni

chiedo al professor crepet un finale positivo per una storia cosi' triste. Magari leggendo anche gli altri libri sarebbe possibile per noi immaginarlo e per lui scriverlo. Forse ci cuole dire quali sono i casi in cui servirebbe leggere i libri per trovare una via d'uscita che sembra impossibile ad un finale negativo. Forse sara esiste e non solo una.

Postato da sergio dom, 65 anni

La storia di Sara rappresenta una apparente esaltazione del maschilismo , ma nel suo anacronismo diventa talmente esasperata e paradossale da sortire l'effetto opposto e far propendere anche gli uomini per una forma di femminismo spesso contrario alla loro atavica e pregiudiziale concezione del genere umano. Il predominio dell'uomo padrone, il potere, la ricchezza costituiscono tutti aspetti negativi dell'indole umana che riescono solo ad esaltare la cattiveria e la crudeltà e a farci invece ammirare il coraggio e la tenerezza della figura femminile e l'umiltà e la gentilezza d'animo di un'altra figura isolata da tutti nella sua e per la sua disabilità. Il romanzo si legge tutto d'un fiato, appassiona il lettore, pur se alla fine con una punta di delusione si vede la prevalenza del male sul bene. Il romanzo sottolinea quanto sia difficile il mestiere di genitore specie quando prevale la bramosia del potere e la pretesa da parte dei figli non del dovuto rigoroso rispetto, ma di una forma di sottomesso ossequio con conseguente assoluta carenza di affetto. L'incomunicabilità, la mancanza anche di una semplice carezza rappresentano i segni dell'oscuramento dei veri valori della famiglia, con l'irreparabile conclusione che la famiglia di Sara è sì praticamente distrutta, ma anche Sara ? non troverà mai la salvezza e la pace auspicate: i sogni si scontrano con la triste realtà.

Postato da francesca e mario, 45 anni

i libri del professore li ho letti credo tutti e in tutti ho trovato verità preziose, belle o brutte. Come mi ha incuriosito e stupito il libro con i fumetti ora mi ha strabiliato pensare avesse scritto un romanzo . Lo ho letto di fiato ma spesso, pur in una vita inusuale, mi vengono in mente sfumatore o cose fondamentali che non avrei colto se non fosse stato per aver letto questo romanzo che ho prestato come consigliato a tutti quelli a cui tengo

Postato da paolo, 19 anni

ho trovato in casa questo libro e lo ho letto in una notte. si dice che capire le donne sia difficile, aiutarle tante volte ancora di piu' quando gli si vuole bene e lo meritano ma sono in un mare di guai, madri o amiche

Postato da assunta, 48 anni

quando si nasce e cresce nella corruzione e cattiveria è difficile capire e prenderne le distanze, anche se si è intelligenti ed istruiti o magari anche dotati di sensibilità ed affetto. Queste situazioni esistono in tutto il mondo, ma credo che al Sud avremmo un motivo per farne un testo scolastico

Postato da francesca, 68 anni

Sono rimasta affascinata dal libro e a mio parere il grigio di cui si parla o penombra dei personaggi sono voluti, ad evitare proprio il compiacimento o il fascino che invece suscitano nel mondo non letterario personaggi tanto negativi. Fatto proprio per far emergere il disvalore delle azioni.Per quanto riguarda il senza speranza non credo, tante volte è dalla fine possibile o ipotetica di una storia che puo' per reazione o catarsi emergere l'opposto, ossia il positivo, la reazione o l'intervento anzichè il lasciar correre arrendendosi a mariti, padri o figure da disprezzare, semplicemente cattivi.Molto bello.

Postato da carlo, 48 anni

coinvolgente ma scorrevole e discreto. semplice tuttavia essenziale ed assoluto. vite diverse per comprendere la varietà degli uomini e delle vite che si vivono o intravedono. per non giudicare mai con superficialità , contro l'invidia e i frettolosi giudizi di strade facilitate, che tante volte sono anzi trappole insidiose.

Postato da Mario, 39 anni

Lo psichiatra Crepet sa ben scandagliare l'animo umano offrendo al lettore casi ben studiati e analizzati in fondo. Questo libro descrive la storia di Sara, una personalità fragile e insicura che prende coscienza della propria vita. Crepet descrive con sapienza e intelligenza le sfaccettature di una personalità debole.

Postato da alessandro?, 55 anni

Questo libro è un'opera dell'arte e dell'ingegno se letto con serietà e rispetto come assolutamente merita. Ogni libro ci rende migliori e questo offre una lettura profonda degli uomini e dei tante dinamiche familiari in famiglie ricche , potenti o meno . E' contro la superficialità di ogni genere. Complimenti

Postato da paola, 43 anni

ho letto molti libri scritti dal professor crepet. quest'ultimo romanzo è, a mio parere , un'opera unica e preziosa per tutti i genitori e figli, ad evitare cio' che è narrato, a capire e correggersi se si riesce a comprenderlo ed ove è possibile, a riconoscersi per non sentirsi unici e abbandonati e non compresi in situazioni intricate e non risolvibili. Un'opera socialmente utile , fine e di una intelligenza, delicatezza e profondità mai lette. complimenti. oltretutto con la consueta semplicità geniale.

Postato da Claudia, 44 anni

...Grazie di esserci signora Vincenza ...... Un libro con degli argomenti così laceranti non è semplice da elaborare . Ed è evidente che per far vibrare le corde di gente che vive in un torpore disarmante è necessario toccare argomenti estremi che indignano e infatti il nobiler scrittore è riuscito nel suo intento. Vede lei quanto è arrabbiata!!! Questo è quello che dovrebbero fare tutte le donne . E' anche questo secondo me lo scopo di questo scritto meraviglioso. Conosco diversi uomini che hanno subito gli stessi danni di Sara . Se Paolo Crepet ha scelto come protagonista la fragilità femminile non è per condannarci alla follia ma per liberarcene . C'è una forza in quegli scritti che incoraggia e che a me ,personalmente , dice che noi donne siamo il sale della vita e che a noi spetta il coraggio di prendere in mano la nostra vita ed educare uomini che sanno amare ,perchè come diceva una straordinaria canzone : gli uomini nascono dalle donne ma non sono come noi . Vanno educati . Noi invece li abbiamo rovinati .

Postato da francesca, 46 anni

Storia di Sara, storia di una donna , storia di una vita protesa alla ricerca di un padre, all'approvazione e alla stima di un padre.....in una famiglia in cui le figure femminili sono solo ombre talmente insignificanti che sembrano non avere nè occhi per vedere nè orecchie per sentire....Essere la migliore, la più brava non serve ad essere considerata una degna erede e per Lei le porte dello studio di famiglia sono chiuse a priori per il solo fatto di essere donna e il tutto celato da una colpa da espiare per l'accecamento dell'erede maschio e come tale predestinato alla successione, l'unico in grado di continuare il potere detenuto, non con l'approvazione ma con il ricatto, da generazioni.....un' adolescenza da bullo è sicuramente un buon backgraund per continuare i loschi affari di famiglia.....E la follia è il prezzo più alto da pagare ad anni di indifferenza e di distima, e nel momento in cui Sara non riesce più a trovare il padre, scomparso nel nulla, privata quindi dell'ultima possibilità di essere approvata ed amata,dell'ultima possibilità di riscatto, finisce per Lei qualsiasi motivazione per continuare a vivere e non resta che il rifugio nella follia, neanche la nascita di una figlia riesce a riscattarLa da anni di angherie subite in silenzio...Affinchè sia chiaro quali devastanti danni può provocare l'indifferenza e la disistima.......

Postato da fede, 25 anni

...come sempre..tutto semplicemente fantastico...grazie per le emozioni che ci dai ogni volta...grazie davvero....un'altro successo...

Postato da federica liberati, 21 anni

commossa....è la storia della mia vita.. peccato che io a differenza di Sara sia caduta sin da subito negli abissi più profondi....anoressia, abuso di farmaci e alcool.....bulimia, dipendenza dal gioco...dipendenze affettive......paolo crepet, sempre un grande autore sempre un grande psichiatra. lo ammiro moltissimo.

Postato da margherita, 30 anni

da un'immagine chiara e determinata di ciò che è la realtà dietro un apparenza di caramello che copre tutto

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