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Perché siamo infelici

Perché siamo infelici
Acquista il libro onlineEinaudi, 2010

Cinque tra i maggiori psichiatri e psicoanalisti italiani, insieme a un grande genetista, ci aiutano a capire il senso di una condizione che abita da sempre nel nostro animo. Lontano da qualsiasi facile risposta, entriamo, con le loro parole, nella zona al tempo stesso piú oscura e piú familiare della nostra vita.

Prefazione 
Le abbiamo dato nel corso dei secoli i nomi piú diversi: malinconia, depressione, angoscia, pena, tristezza.
Abbiamo tentato di esorcizzarla, di conviverci, di narcotizzarla, di addomesticarla o di farne una malattia da curare.
Alcuni sono riusciti a farne la compagna di una vita, altri sono usciti sconfitti nel tentativo di negarla, altri ancora sono in cerca di consolazione. L'infelicità abita da sempre nel cuore dell'essere umano. La sua cura è stata affidata nei secoli alla religione, alla famiglia, ai manicomi, all'arte. Mai però come in questi anni la farmacologia è stata cosí invadente nel tentativo di appropriarsene per neutralizzarla. E il concetto di infelicità si è allargato a dismisura al punto da farci sentire come patologica ogni lacuna nelle nostre prestazioni.
Ma siamo certi che l'infelicità sia una malattia?
In questo libro non ci sono né ricette né rimedi. Ma un tentativo di rimettere la parola e l'ascolto al centro del discorso.
E di restituire dignità a una condizione umana.
▾ Commenti (15)
Postato da Marco, 60 anni

Dicimao di essere infelici quando siamo alla ricerca di cio' che ci manca, ma il brutto è che anche quando riusciamo a trovare ciò che ci manca continuaiamo ad essere tristi. secondo me la tristezza non si può sconfiggere, bisogna soltanto imparare a conviverci. Comunque domani acquisterò il suo libro perchè immagino sia molto interessante. grazie

Postato da francesca, 45 anni

la cosa piu ' triste - e credo dibolica - e' quando ti trovi con un padre ed una madre che spendono la loro vita per umiliarti e renderti infelice,.per quanto gli e' possibile. ma nulla puo' contro ignoranza,cattiveria e ricchezza, senso di onnipotenza e desiderio di umiliazione. a volte credo che per evitare tragedie sarebbe bastato e basterebbe che i carrnefuci leggessero o ascoltasero anche solo una frase . c' e' chi passa la vita invece senza sofermarsi mai sulle cose giuste. e' unopera missionaria cercare di divulagare valori e sentimenti. grazie scusate la tristezza ma non comprendol' otttusita' e la malvagita' che mi si scagliano contro dai miei cosidetti genitori. grazie professore .una sua estimatrice

Postato da lilli, 19 anni

semplicemente fantastico l ho letto 2 volte

Postato da pasquale policastro, 55 anni

Caro Paolo ( chiamarla dottore mi pare un offesa )...Maestro...forse..è il titolo appropriato. ho letto e male il suo libro I Figli Non Crescono Più. Confesso..sono fottutamente pigro!! ma con la sola "prefazione" sono riuscito, credo, ad essere per mia figlia Francesca non solo un Buon Padre...ma un Papa' simpatico, rompicolglioni, sfacciato ed avventuroso!!! Non ho bisogno di dirLe che sono divorziato. Separato ormai da 12 anni. Quello che apprezzo del Suo lavoro è l'Urlo cheLei propone... in modo forse troppo pacato.... questa società odia i bambini... URLI DI PIU'..E SI INCAZZI ANCHE !! Con Grande Stima e Rispetto. Pasquale Poilicastro p.s.: la Luce dei Miei Occhi ora è sedicenne!! Bellissima!! Uno spettacolo.....Non abbiamo perso un Fine Settimana..un Natale...una vacanza! Anzi abbiamo rubato qualche giorno in più. E sempre mi dice: ..Papà| Perchè non apri un Ristorante?....fai da mangiare troppo bene.

Postato da Valentina, 26 anni

L'ho appena comprato.. sono curiosa ma sicuramente sarà un bellissimo libro!!

Postato da carlo, 36 anni

bellissimo, grazie

Postato da mariangela?, 30 anni

E' l'argomento che ho scelto per la mia tesi di laurea in economia, ambiente e salute -felicità e consumo di farmaci-. Credevo fosse folle la mia scelta, perciò sono stata frettolosa nella stesura dell'elaborato. Invece ora mi rasserena e mi entusiasma sapere che "proprio Lei" abbia scritto sull'argomento. Sarà il mio regalo di Natale, così come lo è stato l'anno scorso "sfamiglia". Ansiosa di sviscerare il suo testo, saluto con stima e ammirazione.

Postato da Rosanna, 30 anni

non capisco..ora un libro sul perchè siamo infelici...ma non aveva detto che la psichiatria è l'arte di rimuovere gli ostacoli alla felicità?..mi perdoni ma non capisco..(ma devo ancora leggerlo)

Postato da Simone, 30 anni

Parlare,confrontaci e riflettere sulla nostra condizione di essere umani è fondamentale!i libbri di Crepet,che io amo, sono questo!un modo per fermarci e dedicarci del tempo per capire la nostra condizione e dove stiamo andando a finire..la felicità esiste?si si e va inseguita e trovata nelle piccole cose...

Postato da anna, 53 anni

questo libro mi ha fatto provare la gioia di sentirmi inquieta.

Postato da gabriella, 37 anni

trovo che i libri di crepet sono meravigliosi....a me mettono buon umore....domani vado ad aquistarlo.............

Postato da Cry, 23 anni

Mi sembra un libro molto interessante... non vedo l'ora di leggerlo!!!

Postato da Andrea, 42 anni

Ottima lettura, per chiunque

Postato da francesca, 45 anni

Felicità ed infelicità = abbiamo sempre creduto romanticamente essere frutto della nostra psiche, adesso sappiamo essere espressione della combinazione di numerosi geni. Felicità ed infelicità ma tra questidue stremi vari stati d'animo che vanno dalla malinconia all'angoscia e il tutto spruzzato da "gocce" di gioia. Infelicità come mancata integrazione sociale, come isolamento sociale, come consapevolezza della morte, come perdita della speranza e che in casi estremi giunge alla patologia come rifugio da una realtà non dominabile e/o per liberarsi dal senso di colpa per il non fatto. Infelicità come mancata realizzazione di sè , come mancato raggiungimento dell'Io ideale ma nello stesso tempo motore propulsivo all'azione, spinta all'attivismo. Ma allora perchè non imparare a convinverci ed evitare di sfuggirla rifugiandosi in un mondo di falso ed illusorio benessere come quello offerto dalle "droghe ufficiali" (psicofarmaci) ? Quando imparare a vivere senza maschera esternando le proprie emozioni?

Postato da Francesca, 45 anni

Perchè l'infelicità dovrebbe essere una colpa da espiare..... non potrebbe essere un tratto caratteriale che può comunque farci vivere .....comunque aspetto di leggere il libro per tratte altre conclusioni.

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