Paolo Crepet

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Sfamiglia

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Acquista il libro onlineEinaudi, 2009

Vademecum per un genitore che non si vuole rassegnare.

«Educare è libertà,il resto è addestrare, ammaestrare, indottrinare.
Ho deciso di scrivere spinto da un bisogno impellente, comune alle persone di buon senso: la percezione che ciò che stiamo vivendo non sia frutto di errori di percorso o involuzioni impreviste, ma di una straordinaria mutazione antropologica che coinvolge la famiglia, i giovani e Ie loro culture, ovvero I'intera comunità».

Dal bullismo, che è troppo facile liquidare come «ragazzata», all'abuso di alcol, tra Ie prime cause di morte fra i giovani, dal 7 in condotta, necessario perché solo la presenza di regole insegna a rispettare il prossimo e a riconoscere i propri limiti, al telecomando, che insieme a Facebook e all'iPod indirizza verso un uso «surfistico» delle relazioni, improntate cioè all'eccitazione momentanea, alla comodità, che porta a evitare la fatica della riflessione... Un importante, meditato, utilissimo abbecedario dove ogni parola chiave è I'occasione per raccontare una storia vera, che ci riguarda. Attraverso I'esperienza decennale di incontri con Ie famiglie nelle diverse province italiane, Crepet parte dai nostri gesti quotidiani per ragionare sulle sfamiglie di oggi, quelle che passano insieme non più di 40 minuti al giorno, quelle dove i genitori sembrano arrendersi, concedere tutto ai figli per paura di sentirsi rifiutati o solo per senso di colpa. E ci aiuta a guardare con responsabilità a ciò che abbiamo costruito, talvolta sfasciato. Perché educare significa «accompagnare», voler rischiare di credere nell'altro, avere coraggio: proprio come amare.

Prefazione 
Biglietto di accompagnamento
Ho deciso di scrivere spinto da un bisogno impellente, comune aIle persone di buon senso: la percezione che ciò che stiamo vivendo non sia frutto di errori di percorso o involuzioni impreviste, ma di una straordinaria mutazione antropologica che coinvolge la famiglia, i giovani e Ie loro culture, ovvero l'intera comunità. Una mutazione che non dovrebbe indurre spavento ma curiosità, attenzione, voglia di provare a capire cosa sta accadendo e cosa potrà accadere.
Questo vademecum nasce dunque dal desiderio di cercare e accettare il confronto con tale nuova e inusitata complessità, anzi, di sfidarla. Ho cercato una modalità di scrittura nuova per me, che accogliesse la necessita di guardare alIa cronaca come a una metafora, a volte annichilente, delle nostre relazioni; di raccontare ciò che vedo e ascolto perché da gesti semplici e parole quotidiane si possa trarre ragionamento e critica; di ripensare ai miei vecchi e più recenti maestri per dire aIla mia generazione che senza di loro si procede alIa cieca; di riascoltare la mia musica e di ripercorrere alcune mie letture formative per ricordare a me stesso e a chi leggerà quanto dietro e dentro una nota o una pagina ci siano risposte a domande che abbiamo smesso di farci.
Un libro daIla forma di suk, il suono di una jam session, i colori di uno di quei cieli che mio nonno materno chiamava «da battaglia», sovrastanti il combattimento campale di una raffigurazione seicentesca. Contiene spunti, riflessioni, citazioni, note attorno al tema più importante e alla prova più determinante che dobbiamo affrontare: il nostro comune futuro, ovvero l'educazione e la crescita delle generazioni nuove.
▾ Commenti (45)
Postato da Elisabetta, 40 anni

Non ho ancora letto il suo libro, un giorno ad un incontro sulla genitorialità hanno chiesto ad ognuno di noi cosa desideriamo per i nostri figli. La mia risposta fu LIBERTA'. Ero alla ricerca di una nuova e appassionante lettura e credo di averla trovata...

Postato da Federica, 39 anni

Il libro mi é piaciuto, di tanti commenti, argomenti e domande che avrei piacere di sottoporle (ma non é questa la sede) ci tengo a riconoscerle la genialità del paragrafo I come Ira. Ho iniziato a leggerlo credendo che fosse uno autore (psicologo o educatore) contemporaneo e quando sono arrivata in fondo la mia sopresa é stata grande. La giustezza delle parole di Seneca é davvero commovente. Con tutto il rispetto per il lavoro e le pagine scritte da illustri psicologi di tutto il mondo da circa 2 secoli ... molte risposte a tanti questiti sull'educazione sono a moi avviso in queste poche e sagge parole!

Postato da carla, 40 anni

stupendo

Postato da LETIZIA, 47 anni

Ogni genitore uomo o donna che sia dovrebbe leggerlo, capirlo, approfondirlo adattandolo alla propria situazione e farne tesoro come fosse una guida giornaliera per evitare di commettere l'errore indefinibile di non saper educare la propria prole...

Postato da gabreilla, 52 anni

Sto leggendo il libro lo trovo utile e risponde a tanta domande che ogni giorno mi faccio, sulla gestione di mio figlio il rapporto con la scuola, cioè risponde a tante domande che ci si fà nella vita quotidiana. Purtroppo quella verità che esprime non è confortata da riferimenti a cui uno si può aggrappare per intraprendere, non da solo, la strada indicata per il bene nostro e dei nostri figli.Quelli che la pensano così, rimangono più isolati,mio figlio di tredici anni dice "che si chiamano soggetti", anche lui che pratica la atletica, non ne parla in classe per paura di essere classificato "soggetto" anche se il resto della classe passa il tempo su facebook e non ha interessi sportivi o altri. Abbiamo bisogno, come il pane di strutture famigliari in cui ritrovarci e scambiarci opinioni, aiutarci, cominciando dalla scuola, dove i professori ti chiamano subito se c'è qualche difficoltà con tuo figlio.Vai ascolti non puoi replicare più di tanto (quando non tutto quello che riferiscono è giusto) torni a casa con il problema che ti hanno scaricato adosso. Siamo soli,sbandati e molti genitori anche senza nessun desiderio di conoscersi.Oggi gli insegnanti delegano tutta alla famiglia, sono i primi a insegnare ai nostri figli che devono essere vigilati a vista e non camminare, sbagliando con le proprie gambe, avranno tutti i loro buoni motivi, ma una cosa è certa, hanno perso la voglia di insegnare, di impegnarsi, non trasmettono più.Siamo tutti tristi e senza sogni.

Postato da Valentina Merli, 38 anni

Sono Valentina mamma di due bimbi di 3 e 5 anni. GRAZIE per aver confermato molto di quello che è il nostro sistema educativo. Io e mio marito siamo, fortunatamente, assolutamente d'accordo sull'educazione da dare ai nostri figli, ma a volte(troppo speso in verità), confrontando il nostro metodo con gli altri, sembriamo troppo rigidi, troppo "esigenti"; spunta spesso dalle mie colleghe mamme quel "sono solo bambini" che mi terrorizza mentre il bimbo in questione sale in piedi sul tavolo del ristorante o tira sassi contro un'auto parcheggiata per "sentire che rumore fa". Credo che questo libro dovrebbero leggerlo in tanti e riflettere. A volte i figli richiedono un impegno che può sembrare al di sopra delle nostre forze, ma la richesta di base è solo una: esserci, sempre. Grazie ancora, ora mi sento meno mosca bianca !!!!

Postato da ugo, 60 anni

ottimo con linguaggio sottile e comprensivo come sempre

Postato da aurelio cardinali, 54 anni

Ho letto questo "abecedario" mentre in volo mi recavo con la mia attuale compagna a Madrid il fine sttimana appena passato, dovevamo essere in quattro ,io lei ed i rispettivi figli coetanei (diciottenni) ,"dovevamo "perche' in realtà un contrattempo ci ha negato il"privilegio" di trascorrere del tempo con i propri eredi,a fine lettura ci stavamo avvicinando all'aeroporto, e preso atto che gli oblò non permettono di prendere una" boccata d'aria", ho deciso di reagire ed impegnarmi nel mio piccolo per cercare di modificare la socetà attuale . Sarà troppo tardi!? credo e spero proprio di no.Grazie Paolo

Postato da Cristiana, 46 anni

Lavoro in campo sociale, mi occupo di famiglie. ma sono anche madre di due ragazze adolescenti in una famiglia ricomposta, e dunque conosco le fatiche della complessità delle relazioni. ho trovato il libro un sostegno alla mia convinzione della necessità dell'ascolto continuo dei figli e ho condiviso con dei "certo, è così" le descrizioni dell'autore, ritrovandomi e confortandomi per l'impegno che tante volte sembra portare pochi risultati...mia figlia grande, 17 anni, è una insaziabile lettrice, legge enormi quantità di libri di ogni tipo e volume, a volte anche consigliati da me,ma quando le ho proposto questa lettura, della quale ho fornito qualche informazione,l'ha rifiutata sdegnosamente...."non ne ho bisogno"-mi dice...che segno interessante, ma scoraggiante, eh?

Postato da Simona?, 54 anni

Avevo già letto la trilogia (dopo la presentazione a Rimini) ,vi ho trovato molte ripetizioni.leggere ed ascoltare Crepet è comunque sempre un grande piacere.

Postato da Federica, 35 anni

Dottore, Lei è davvero unico. Continui a darci i suoi consigli affinchè ci siano meno bambini che fanno i genitori e meno genitori che fanno i bambini.

Postato da valentina, 25 anni

Semplicemente fantastico, anche questo libro apre la mente a mille riflessioni! non so perchè ma ogni volta che leggo un suo libro mi sento incoraggiata a vivere, più serena! Grazie davvero!

Postato da Paola, 41 anni

Un libro splendido con un linguaggio semplice ma molto incisivo. lo consiglio a tutti i genitori

Postato da domenico, 53 anni

Sono a metà del libro: è stupendo. Da padre mi sono ritrovato in tante descrizioni e situazioni. Purtroppo non ho la voglia di lottare per modificare l'andazzo anche nella mia famiglia. Mi ritiro nel mio guscio e lascio che le cose accadono. Pensavo di poter dare, di poter trasmettere tutta la mia energia, le mie emozioni, ma non ci riesco. Quest'estate ho comprato Moby Dick e Ivanhoe a mi figlio (11 aa passaggio alla 1a media) nella speranza di strapparlo al nintendo. Ma ".. la maestra non ce l'ha dato da leggere ...". Non riesco a smuoverlo. Io ci rinuncio. Risciverò a fine libro

Postato da andrea, 35 anni

sono un papà di 35 anni con uno splendido bimbo di 3. La personale tragedia di una separazione con un bimbo così piccolo, mi ha dato l'opportunità di crescere come educatore. Una sfida difficile, in un contesto psicologico non facile. A tutto ho dato una risposta ma non all'impossibilità di crescer mio figlio QUOTIDIANAMENTE. Il libro è un costante supporto alla mia vita di genitore-educatore e mi accompagna di questo straordinario percorso.

Postato da mariangela, 50 anni

sono una donna,moglie e madre.Ho lettotempo fa (Sfamiglia) e concordo su molti aspetti e meno su altri,ma il fatto importante x me (parlando dell'educazione) come genitore e come persona è quello di essere il più possibili se stessi,essere critici,oboettivi nei confronti dei figli, ma fargli anche assaporare le nostre scelte i nostri perchè e sopratutto le nostre paure,fargli capire insomma che siamo uomini e donne sempre in cammino..fragili e forti,la vita è seguire i propri sogni se è possibile..occorre avere la capacità saper trovare sempre strade nuove...Arrabiarsi...sognare...amare, ma andare sempre avanti perchè la vita merita di essere vissuta...anche la più assurda...

Postato da Marco Tamborrino, 16 anni

Salve signor Crepet, ammetto di non aver letto il libro per intero ma mi sono limitato a sfogliarlo per mera curiosità, domandandomi come mai mia madre l'avesse comprato. La mia reazione immediata è pensare che i miei genitori non abbiano le capacità di educare per conto loro i figli e si facciano aiutare da un libro sull'argomento. Per quel poco che ho letto posso mettere in evidenza alcuni aspetti essenziali tra pro e contro: - Ho notato una certa generalizzazione nel suo parlare dei giovani. Ho avuto una vaga impressione che lei ci raffiguri tutti - o quasi - allo stesso livello, privi di ideali e di scopi vitali che non siano la discoteca o dare fuoco ad un uomo per noia. Mi spiego: lei scrive bene e argomenta in modo più che corretto e veritiero le sue tesi, ma durante la lettura mi sentivo come un oggetto da studiare sotto il profilo psicologico e niente di più; un oggetto che i genitori devono stare attenti a manovrare. La maturità spesso non è raggiunta nemmeno da molti adulti e/o persone anziane (ricordiamoci il vecchio malvissuto di Manzoni ad esempio). - Continuando con i contro volevo gentilmente farle notare che come voi, vecchie generazioni, avevate artisti del calibro di Bob Dylan e John Lennon, noi abbiamo altrettanti artisti e musicisti capaci, tra i quali possono citare Regina Spektor, Muse, Dream Theater, Celine Dion, Cesare Cremonini e tanti altri. Io, personalmente, ascolto molta musica classica, e altrettanta musica metal (Marilyn Manson, Ozzy Osbourne, ecc), questo perché mi piacerebbe specificare che non tutti i giovani ascoltano solo musica house e vanno in giro come pervertiti (alla fine, si può definire musica l'house? No). Dipende inoltre dai giovani che lei prende in esame. Se lei si basa sugli studenti di istituti professionali o agrari, il risultato è scontato (la maggior parte è pressoché ignorante), se invece facesse esempi concreti anche sui ragazzi dei licei classici e/o scientifici, il rislutato sarebbe differente. Questo non per dirle che sbaglia a fare alcuni esempi, ma solo per specificare la differenza di educazione che uno può ricevere. Prima alludevo a coloro che diedero fuoco a quell'uomo: si tratta di un caso abbastanza disperato, un caso raro, che si verifica quando i soggetti in questione, oltre alla noia, mancano anche di qualche rotella celebrale. - Per quanto riguarda i pro, devo ammettere che l'esempio di facebook è veritiero. Io sono iscritto, ma lo utilizzo per fini puramente culturali e/o comici, mentre la maggior parte dei giovani ci perde la propria vita "condividendo link inutili". Sull'i-pod, invece, ritengo che non sia del tutto un aspetto malvagio: l'arte è il nutrimento dell'anima, e la musica (la musica vera) ne è una parte fondamentale. Smetto qui anche se avrei voluto scrivere tante altre cose, come parlare dell'educazione verso le persone anziane sui tram e faccende varie, ma per ora posso giudicare apertamente solo con quanto detto sopra. Distinti saluti, Marco Tamborrino.

Postato da Paola, 45 anni

Sono a metà libro e dovrò sicuramente rileggere alcune parti ma noto che per come è organizzata la società oggi, il pensiero del Dr. Crepet è quasi estremista. Io condivido molte cose anche perché io sono cresciuta all'estero ed ho avuto la grande fortuna di studiare ( anche se solo per i primi 7 anni) in Svizzera. 40 ore settimanali a scuola, mattino e pomeriggio con esclusione del Sabato. Mi hanno insegnato tutto!! Io, figlia di Italiani, che non sapevano il tedesco, per cui non potevano aiutarmi in nessun modo, ma a scuola ho imparato tutto: dal lavarmi i denti, allacciarmi le scarpe, l'educazione, cucire, fare la maglia, l'uncinetto, dipingere, tingere stoffe, ecc e naturalmente tedesco, francese,italiano,matematica ecc ecc. Oggi osservo con molta tristezza i miei figli: la scuola italiana distrugge le persone. E' classista, intollerante,insegna l'egoismo e vanno avanti solo quelli che sono bravi per natura. Le teste dei ns. ragazzi si riempiono di nozioni imparate a memoria. Mio figlio in terza elementare ha dovuto imparare l'analisi dei testi poetici, metafora, allegoria,sinestesia.. ..io continuavo a chiedere in giro, anche a presidi, se ciò fosse normale.... Sono scoraggiata perché una scuola così, anch'io non la seguirei e come biasimare mio figlio che si rifiuta letteralmente di collaborare!!

Postato da CLAUDIA BIANCHI, 45 anni

P ensavo forse di trovare un manuale ,ma poi con gran gioia ho trovato conferme a idee , principi , valori che troppo spesso sembrano persi in questa società Mi ha molto fatto pensare la lettera P:pixel : UN ATTENTATO AI SENSI ...GIà !!. DOBBIAMO TROVARE L ANTIDOTO !! . MA X OGNI LETTERA COMMENTEREI INSIEME X ORE.!! CHE BELLO POTER LEGGERE ,DI, PARLAR LA STESSA LINGUA !!!

Postato da Beatrice?, 35 anni

Complimenti, questo libro l'ho trovato una gran consolazione per me che non lavoro più per dedicarmi interamente alla mia famiglia. Sono mamma di 2 bambini di 4 e 2 anni, la pediatra mi ha definito una "mosca bianca" xchè qui nel nord-est trovare una donna che decide di non lavorare per dedicarsi ai figli non è facile,molte lavorano non per necessità economica ma xchè pereferiscono lavorare che stare tutto il giorno con i loro figli.Effettivamente per come siamo state educate non è facile.Ma sono convinta che nessuno al mondo abbia bisogno di noi più dei nostri figli, e solo per loro noi siamo insostituibili. Ho felicemente scoperto che Paolo Crepet è un sostenitore della figura del genitore.

Postato da Simona, 44 anni

Non sono madre per sorte avversa, ma sono docente di scuola elementare. Sottoscrivo tutto quanto letto nel suo libro. Anzi, lo darei a ogni genitore all'atto dell'iscrizione a scuola. Solo una critica. Nel leggere il capitolo "O come Onnipotenza" nel seguente passo "il diritto di una donna a selezionare lo sperma del maschio che più le aggrada per essere inseminata artificialmente", mi sono sentita profondamente offesa da chi, in qualità di neuropsichiatra, dovrebbe conoscere il dolore che esiste dietro l'infertilità. Io non mi sono sentita onnipotente nella ricerca di un figlio desiderato e mi sono posta dei limiti, ma queste parole sono state veramente pesanti. Mi auguro che lei possa dedicare una sua futura opera sull'infertilità ascoltando i dolori de "le donne che selezionano lo sperma dei maschi....".

Postato da Alessandro, 39 anni

Ongi genitore che vuole diventare "un vero genitore " dovrebbe leggerlo . E' un libro/manuale fatto su misura per i genitori del 2000 . E' difficile non ritrovarsi su una delle tante situazioni descritte . Quando ho finito di leggerlo mi sono chiesto " ma e' davvero tutta colta dei genitori ??? " .

Postato da ELISA, 23 anni

Complimenti...io sono ancora una ragazza e quindi ho potuto solo confrontare la lettura con quello che i miei genitori hanno cercato di fare per educarmi...E ho trovato molte, forse troppe cose coincidenti...Davvero Stupefacente!:-)

Postato da francesca, 45 anni

E' chiaro che ognuno è cittadino del proprio tempo ed è giusto pensare ad "una mutazione antropologica" ma è anche vero che l'evoluzione tecnologica e l'evoluzione socio-culturale che ci hanno permesso una vita più agiata e più libera non debbano annientare la vera essenza dell'essere umano, cioè l'emozionaòlità. Solo amando si può crescere una generazione di giovani sani, almeno spero...Ma se,forse, è facile amare non è altrettanto insegnare a farlo. E' troppo pesante pretendere da un adolescente una riflessione sul senso e sul valore della vita? Ma se tale riflessione possa servire a riscoprire l'emozione dell' acqua che scorre in un ruscello, o la bellezza di un arcobaleno, o la dolcezza della carezza di un amico anzichè il freddo impatto con il mouse alla ricerca dell'ennesimo amico su facebook che non incontrearai mai e che non ti darà mai aiuto quando ne avrai bisogno. E poi meno male che esistono genitori che non vogliono rassegnarsi e che malgrado i loro impegni abbiano tempo e voglia di andare a scuola per migliorarsi....ma non sarà per liberarsi dal senso di colpa per la loro inadequatezza e/o per la loro assenza?

Postato da Zanetti Bruna, 42 anni

Molto interessante per me che sono mamma e insegnante e vivo quotidianamente tutta la problematica dell'educare. Questa lettura offre molti spunti su cui riflettere...

Postato da ANNALISA CECILIA, 46 anni

Manca molto poco alla fine del libro.....lo sto "divorando",sicura di aver arricchito la mia voglia di non rassegnarmi e mettercela tutta nell'essere genitore-mamma. Con due figli adolescenti spesso le scelte e le decisioni diventano quasi impossibili.....ma credo di aver imparato tantissimo da questo libro e sarebbe bello pensare che ogni genitore possa fare di "SFAMIGLIA" un prezioso manuale da tenere sempre a portata di mano.Sono sicura che spesso l'istinto sia piu' importante di un libro....ma sono anche sicura che in quest'epoca di confusione e incertezza,il sentirsi incoraggiati da Paolo Crepet che " ama" i nostri ragazzi e noi genitori.....possa dare quella spinta in più per "non mollare mai"!!!......

Postato da luisa, 32 anni

il libro è semplicemente fantastico.ho 32 anni e sono mamma di un adolescente di 13 e un bimbo di 6.sgomito tutti i giorni x andare contro corrente a questa società...è molto difficile specialmente se x lavoro non sei più al paese non ci sono ad aiutarti nonni zii cugini e questo mi manca tanto e vedo che manca tanto aanche all'educazione è un tassello importante...grazie a lei e al suo libro però non mi sento così sola e mi do sempre più forza grazie

Postato da filippo, 55 anni

trovo anche questo il libro straodinariamente attuale da un genitore che non vuole rassegnarsi

Postato da Nicoletta, 49 anni

Sono un genitore (mamma) che non si rassegna. Ogni mattina mi alzo convinta che si possa sempre fare meglio, o comunque provare, anche solo per se stessi. Gli occhi dei mei figli (20 e 17 anni, maschio e femmina) mi confermano che è privilegio del genitore ascoltare, accompagnare, rispondere, domandare. La luce che li accende è la risposta che come sto facendo fa bene a loro. Grazie per questo libro: ci sono libri che genitori ed educatori dovrebbero essere obbligati a leggere, rileggere, digerire, perchè possono aiutare o rassicurare. Dire un no motivato, spiegato ad un figlio dà certezze; fortifica fragili esseri che si dimenano nella bufera Le insicurezze degli adulti sono tante: come insegnante nella scuola primaria ne osservo quotidianamente. L'atteggiamento più pericoloso è quello che porta a trascurare la presenza adulta con: -Ma tanto è inutile- -Non mi ascolta- -Fan tutti così- Il tempo dedicato ad ascoltare, parlare, rispondere, giocare, costruire qualcosa con un figlio è salvezza per entrambi e per la comunità. Mi piacerebbe che questo libro fosse letto anche da qualche ministro (Istruzione, politiche sociali, lavoro economia) letto con cuore in ascolto e mente desiderosa di creare. Grazie ancora come genitore e come educatore. Buon lavoro

Postato da ERMINIA, 54 anni

Sono d'accordo perchè l'impegno premia sempre,magari tardi ma è l'unico modo per raggiungere i propi scopi e non sprecare inutilmente la vita.

Postato da Tania, 16 anni

caro professor crepet sono una ragazza di 16 anni e ho letto sfamiglia obbligata dalla prof di psico-pedagogia x una recenzione a scuola...comunque il suo libro devo dire che mi è piaciuto tutto sommato perchè mi ha fatto riflettere anche sul comportamento di noi adolescenti nella società di adesso,mi ha colpito anche il confronti con i tempi passati e le sue esperienze.Ma credo che la cosa che mi sia rimasta di più è proprio la parola chiave:l'educazione e i vari modi di educare e saper educare;mi servirà sicuramente per il futuro perchè saprò come comportarmi con i miei figli..GRAZIE ANCORA

Postato da mara ceccarelli, 64 anni

Gent. Sig. Paolo,sono un'insegnante di scuola elementare in pensione e ho appena finito di leggere, con molto piacere,"Sfamiglia".E' una lettura chiara, scorrevole, che attrae il lettorecome un romanzo:il riferire alcuni fatti della sua vita ce la fanno sentire vicina, è come se ci fosse un colloquio fra lettore e scrittore.L'ho regalato sia a mia nuora che a mia figlia(giovani madri)e l'ho comprato o consigliato a molte mamme di miei ex alunni,con la speranza che trovino la forza di educare "controcorrente".Comunque, oltre aver trovato conferma di ciò che ho sempre sostenuto nel mio meraviglioso lavoro, svolto fino all'ultimo con tanto entusiasmo,(basato sulle teorie del Bollea, di Buscaglia, di Mario Lodi...apprezzati anche da lei) mi è servito per rifletteresu alcuni valori, che ogni tanto, in questo mondo confuso si perdono di vista:mi è piaciuta "La storia meravigliosa" di Amati(ma è vera?),"l'ascoltare un disco fino alla fine"di suo padre, "i quanti km hai fatto" dell'amico Romano...Mi dispiace averla conosciuta così tardi, perchè con lei avrei potuto organizzare qualcosa e dare alla scuola di più.Sono felice che ci siano persone come lei che si interessano ai nostri giovani,(il nostro futuro!),che in questo mondo ricco di tante cose ,sono molto soli e disorientati.Complimenti a lei!Le porgo i miei più sinceri auguri per un sereno futuro.

Postato da Beatrice, 42 anni

Sono stata spinta all'acquisto di questo libro perchè attratta dal sottotitolo. Come mamma e come insegnante faccio parte anch'io di quelli che tengono duro e non si vogliono rassegnare. Purtroppo vivere in una società altamente tecnologica non ci aiuta. Per quanto un genitore o un professore possa impegnarsi non riuscirà mai a superare il gap che esiste in questo campo tra noi adulti e i giovani che dovremmo educare. Mi sono perfettamente ritrovata in tutto ciò che ho letto. Pur vivendo in un paese piccolo dove - fortunatamente - si avvertono in misura minore i malesseri descritti nel testo, credo che uno dei problemi maggiori che un genitore - o un educatore in generale - incontri sia quello di non riuscire a calarsi nei panni dei ragazzi e quindi non essere in grado di vedere il mondo dal loro punto di vista. Spesso noi genitori facciamo l'errore di rapportare tutto ai nostri tempi, alle nostre esperienze giovanili, ponendole come modelli di riferimento, soprattutto quando sono state positive e ci hanno portato a raggiungere soddisfazioni e sucesso. E' vero che i ragazzi hanno smesso di sognare, di essere ambziosi e di fare progetti per il loro futuro, ma è anche vero che forse queso è accaduto perchè ci siamo sostituiti a loro. Col pretesto di agire per il loro bene e di preoccuparci del loro avvenire, spesso li convinciamo a intraprendere strade che loro non vorrebbero, causando disastri emotivi che coinvolgono inevitabilmente tutta la famiglia. Grazie ancora una volta a Paolo Crepet perchè questo libro, oltre a essere un valido spunto di riflessione per tutti gli educatori, è anche un balsamo per l'animo tormentato di tanti genitori.

Postato da roberta bellini, 50 anni

sono una nonna, ho 4 nipoti e ritengo che il suo libro sia uno strumento molto utile. sono stata una di quelle mamme permissive a causa dei sensi di colpa. grazie per saper trasmettere con semplicità concetti che, se pur talvolta scomodi, ci fanno riflettere su come preparare il bagaglio dei nostri figli e, perchè no, dei nostri nipoti

Postato da stefano, 37 anni

non mi emoziona come molti altri libri scritti dopo il capolavoro "la ragione dei sentimenti (2002)", peccato e spero che prima o poi la serie di manualetti finisca.

Postato da patrizia, 46 anni

Quando uno scrittore riesce a trasmettere emozioni ,sensazioni e tu stesso ti ritrovi personaggio che vive queste battaglie quotidiane per i tuoi figli ha sicuramente colpito nel centro.Crepet è un uomo meravigliosamente normale, privo di falsità e ipocrisia e ci fa capire che anche i più bravi genitori alle volte inconsapevolmente possono sbagliare.la cosa più grave e stupida di questa società è che più tu cerchi di usare il buon senso e cerchi di essere corretto verso tutti incredibilmente vieni emarginato quasi essere così fosse sinonimo di debolezza e incapacità del saper vivere..

Postato da Franca, 44 anni

buongiorno, sono una maestra d'asilo nido da molti anni e purtroppo molti degli esempi (superficialità, aspettative forviate..) riportati dal dott. Crepet riguardo il modo di porsi dei genitori nei confronti dei loro bambini lo vedo molto spesso già in chi è genitore da cosi poco tempo,mi piacerebbe davvero tanto parlarne con il sign.Crepet in modo informale per avere un confronto su quello che io vedo e su come lo interpreto (ho il brutto vizio di psicanalizzare molti dei comportamenti che vedo ma senza un riscontro è solo un mio "esercizio mentale" magari neanche anto costruttivo o sano..) ma siccome questo non è possibile aspetterò l'uscita del prossimo libro. Complimenti.

Postato da mamma Stefania, 31 anni

Il suo libro è una bella descrizione socio-antrpologica e quanto mai veritiera della società odierna. Ho trovato tutte le mie paure racchiuse in brevi capitoli dalla lettura svelta, veloce e illuminante. La ringrazio perchè questo il libro mi ha dato lo slancio per riflettere e per commettere meno errori possibili nell'educazione dei miei filgi. Apro solo una piccola parentesi su "C come compiti" dato che sono anche un'insegnante di scuola primaria. Condivido con lei che i compiti a casa dati sulla base di argomenti non esaustivamente trattati in classe dall'insegnante siano deleteri e spesso fonte di agitazione e arrabbiature, anche forti, che vanno ad ostacolare il sereno rapporto tra i componenti della famiglia.Ma sono favorevole ai compiti a casa quando questi sono la logica conseguenza di un percorso basato sulla trattazione di argomenti lungamente affrontati in classe , costituendo quindi un 'importante risorsa per attivate quel processo metacognitivo di cui ormai a lungo si parla.E'un percorso è difficile da far apprendere se al bambino non si dà la possibilità di sperimentarlo a casa, da solo, quando le domande implicite risultano sempre le stessa:"cosa ho imparato? cosa ho capito?" per poi arrivare a risposte tipo"ho imparato","Non ho capito, dovrò richiere alla maestra ulteriori chiarimenti", "a scuola non avevo compreso, ma ora ho imparato". Vero è che il mio primo anno di insegnamento nell'istituto comprensivo in cui lavoro, durante un collegio docenti tra gli adempimenti di fine anno la dirigente ha ricordato che i compiti delle vacanze devono essere un ripasso e non un completamento del programma non finito durante l'anno scolastico... Istintivamente mi venne da sorridere al pensiero che qualcuno potesse fare una cosa del genere: dare dei compiti su argomenti non trattati in classe, assurdo! ma una collega mi disse: "io no, ma c'è chi lo fa, soprattutto alla superiore di primo grado..."(il nostro istituto comprende anche una scuola superiore di primo grado) La ringrazio ancora per il bellissimo libro che ha scritto! cordialmente mamma Stefania

Postato da Michela, 36 anni

Sono una mamma di 36 anni e ho una bimba di 3 anni, trovo questo libro molto interessante, lo definirei "una scossa emotiva" per i genitori, una fotografia della nostra società in questo momento, è un libro che mi fa riflettere,"amaro", duro, veritiero

Postato da francesca, 47 anni

Stò correndo a comprare il libro.Mi complimento già con il professore,so già che non mi deluderà.Mi emoziono ogni volta che lo ascolto in tv,sono una mamma che vorrebbe l'eccellenza non la mediocrità...vorrei che i figli capissero che il mondo ha bisogno di persone valide,e quindi non sprecassero il loro tempo in cose futili.Ragazzi colpite il vosro obbiettivo,il FUTURO siete voi

Postato da Namaste, 43 anni

Ma perchè continuate a volere ciò che non è nel libro ? Siamo completamente padroni/e di ogni pagina di sfamiglia ? Non ci credo...... Cominciamo a metabolizzare quello che è nel libro, poi chiederemo a Crepet di fare un secondo volume di Sfamiglia !!!! Già vedo il titolo : Sfamiglia 2 la vendetta ! Abbiate pace ! E' la prima forma di rispetto verso se stessi .

Postato da tiziana, 45 anni

Se riuscissimo un minimo ad essere le cose che diciamo non avremmo bisogno di cercare tra le righe dell'illustre professore la L di libertà. Il capitolo sulla Libertà dobbiamo aggiungerlo noi al libro della nostra storia personale . E Crepet ci fornisce tutti gli strumenti per farlo.

Postato da Monica, 39 anni

Ha fondate ragioni il Professore quando sostiene che l'intera comunità ha aderito ad un nuovo modello antrpologico affermatosi nelle ultime generazioni : è il modello narcisistico ; l'io che ,mosso da impulsi da soddisfare immediatamente , ha trovato nella illimitata disponibilità di beni a disposizione la sua "illusione " di libertà ! Ignoranza, emulazione , persuasione , invidia , edonismo, illusione, ostentazione, apparenza, falsità, finzione, virtualialismo...divinità contemporanee che ci stanno plasmando ... Grazie Professore a Lei e a quanti non si rassegneranno mai !

Postato da federica, 24 anni

semplicemente straodinario....

Postato da Claudia, 66 anni

Paolo Crepet . Un uomo . Straordinario. In continua evoluzione. Un' evoluzione che non necessariamente contempla un percorso verso l'immediato futuro ,ma recupera il futuro del proprio passato .Un passato dove le emozioni sfavillano nel cielo come fuochi d'artificio e fanno dileguare il buio della notte?

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